Whistleblowing. Aumentano le segnalazioni di illeciti, aumenta l’anticorruzione

Negli ultimi 5 mesi di questo 2018 le segnalazioni di whistleblowing sono raddoppiate rispetto al 2017. Lo riferisce l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) nel corso della presentazione del 3° Rapporto annuale, avvenuta a Roma il 28 giugno 2018.

Whistleblower, ossia le segnalazioni di comportamenti irregolari e/o illegali all’interno di un’organizzazione pubblica o privata da parte dei dipendenti che ne sono stati testimoni, a oggi marciano a una media di 2 il giorno. Se i fascicoli aperti dall’ANAC del 2017 sono stati 364, da gennaio a maggio del 2018 sono già 334. Ma il numero è in costante aumento anno dopo anno: nel 2015 sono state 125, nel 2016 174.

Quindi, nell’ambito della criticità dell’illegalità, l’incremento delle segnalazioni rappresenta una buona notizia, perché, come ha spiegato lo stesso Raffaele Cantone, presidente dell’ANAC, non indicano “un aumento della corruzione, ma al contrario è il segnale dell’aumento dell’anticorruzione: significa che le persone non girano più la testa dall’altra parte”.  Avviene “un miglioramento sulla qualità e la quantità delle segnalazioni”.

L’evoluzione del senso civico e gli strumenti giusti

I commenti di Raffaele Cantone trovano riscontro nella spiegazione fornita nel 2014 dall’Accademia della Crusca. Interpellata da un giornale per la corretta traduzione in italiano del termine angloamericano whistleblower, l’Accademia ha risposto che nella nostra lingua non esiste un termine corrispondente e non soltanto per una questione semantica, ma, innanzitutto, perché  “manca il concetto, poco familiare presso l’opinione pubblica italiana. Per ragioni storiche, socio-politiche, culturali in Italia, ciò che la parola whistleblower designa non è stato oggetto di attenzione specifica, riflessione teorica o dibattito pubblico, almeno fino a tempi recentissimi”.

Appunto, fino a tempi recentissimi, ma a distanza di 4 anni ‘c’è chi dice no’- come canterebbe il Vasco nazionale – sempre più spesso;  merito anche della legge 179 del 30 novembre 2017 – in vigore dal 14 dicembre 2017 – che tutela i lavoratori dipendenti che segnalano reati o irregolarità di cui sono testimoni per motivi di lavoro. Dall’inizio del 2018 ci riferisce il Rapporto, l’ANAC ha inviato 16 segnalazioni per illeciti penali alla Procura della Repubblica, 10 alla Corte dei Conti per sussistenza di danno erariale e 15 all’Ispettorato della Funzione pubblica. Provengono soprattutto dal Sud, 42,8%; poi dal Nord, 32,3%; e infine dal Centro, 21,8% di segnalazioni.

Nel 2017

Oltre il 90% delle segnalazioni proviene dal settore pubblico e a indicare l’illecito è, nel 56,3% dei casi, un dipendente pubblico, nel 12,3% un dirigente pubblico.
E nell’ambito del pubblico il 36,2% riguarda irregolarità avvenute nelle Regioni e negli enti locali; seguono i ministeri, enti e autorità portuali con il 17%; è la volta, poi, delle istituzioni scolastiche (università, conservatori, licei) con il 16,8% % delle segnalazioni e infine le aziende sanitarie e ospedaliere con il 15%.

 

Foto di copertina: Raffaele Cantone, presidente ANAC

 

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