Unioni Civili. Non ci sono più scuse

Monica CirinnàLa legge sulle Unioni Civili, famosa come legge Cirinnà è stata approvata il 20 maggio 2017, ma presentava dei punti critici, perché non affrontati con la dovuta chiarezza.  Questo stato di fatto ha dato adito e alibi a strumentalizzazione da parte chi continua ad opporsi al riconoscimento dei diritti acquisiti con la legge, soprattutto nei confronti delle coppie omosessuali.

Il 14 gennaio 2017, finalmente, con l’approvazione definitiva dei decreti attuativi da parte del Consiglio dei Ministri, si sgombra il campo da ogni equivoco.
Come afferma Monica Cirinnà relatrice della legge, “vengono chiariti tutti i punti critici che sono emersi in fase di attuazione, fissando principi e pratiche inderogabili, rispondendo, tra l’altro, pienamente alla disciplina prevista dalla legge Ue in base alla sentenza della Corte dei diritti dell’uomo del 21 luglio 2015“.

Cosa stabiliscono i decreti attuativi

I decreti attuativi, definitivamente approvati, sono 3 e rientrano nell’ambito dell’articolo 1 della legge 76/2016:

1. disposizioni di modifica e riordino delle norme di diritto internazionale privato tra persone dello stesso sesso:

• il matrimonio contratto da cittadini italiani all’estero tra persone dello stesso sesso può essere trascritto in Italia.  E vale anche per le unioni contratte all’estero prima dell’entrata in vigore della Cirinnà. Mente per le coppie straniere vale la legge dello Stato di appartenenza; per le coppie provenienti da uno Stato che non riconosce le unioni civili tra persone dello stesso sesso e/o punisce e sanziona l’omosessualità, sarà sufficiente il certificato di stato libero che sostituisce a tutti gli effetti (per contrarre l’unione civile) il null’osta dello Stato di origine.

2. disposizioni per l’adeguamento delle norme dell’ordinamento dello stato civile in materia d’iscrizioni, trascrizioni e annotazioni:

• come avviene con il matrimonio, così anche per la celebrazione delle unioni civili viene fissata la possibilità di delega della funzione di ufficiale di stato civile ai consiglieri, assessori e privati cittadini che abbiano i requisiti per essere eletti consiglieri comunale;

• la persona che aggiunge al proprio cognome quello del partner, non perde il suo cognome d’origine e non richiede nessuna modifica anagrafica;
• l’unione civile può essere celebrata anche in pericolo di vita in nave o in aereo o in punto di morte.

3.  disposizione in materia di ordine penale:

• viene inserito il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare, quando all’interno dell’unione civile occorrono inadempienze nei confronti del partner;
• per il reato di omicidio, quando il fatto avviene tra due persone legate dall’unione civile, se la vittima è il compagno dell’autore, ciò rappresenta per l’imputato un aggravante;
• entrambi i 2 punti precedenti equiparano le unioni civili alle disposizioni giuridiche dell’istituto matrimoniale.

Condividi:

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.