La Tenda del Lutto nel Giardino dei Giusti
Nel Giardino dei Giusti di Milano il 21 settembre 2025, in occasione della Giornata Internazionale della Pace, sarà allestita la Tenda del Lutto ispirata alla Tenda aperta nel villaggio medio orientale Neve Shalom Wahat al Salam, dove, nonostante la guerra dal 7 ottobre 2023, israeliani e palestinesi continuano a vivere insieme.
La Tenda del Lutto, che Gariwo, auspica diventi una pratica diffusa nei giardini italiani e internazionali, è stata creata a Neve Shalom nel 2024, per offrire uno spazio dove entrambi i popoli possano condividere il lutto e la paura.
Alla base della Tenda c’è l’esperienza del Tribunale della Riconciliazione che istituì Nelson Mandela in Sudafrica, per superare in modo pacifico l‘Apartheid (la lunga segregazione dei neri da parte dai bianchi), riproposto in Ruanda, dopo il massacro della popolazione tutsi da parte degli hutu.
Il tribunale della Riconciliazione portava entrambe le etnie ad assumersi le proprie responsabilità. Fu l’inizio della loro conciliazione: evitando che germinasse il sistema incontrollato e insuperabile della vendetta, lasciava il posto al dialogo e introduceva il principio della non violenza.
La fiducia
Per quanto i due popoli in Medio Oriente siano dilaniati dall’odio reciproco e aspirano alla distruzione l’uno dell’altro, per la sopravvivenza di entrambi devono trovare il modo di riprendere il filo del dialogo per la pace: intraprendere la via che li conduca alla conquista della fiducia reciproca per giungere, definitivamente, dopo quasi cento anni di conflitti e guerre, alla legittimazione di due popoli e due stati.
La situazione è “traumatica” scrive Gabriele Nissam su Gariwo.net, è l’ indispensabile fiducia può nascere soltanto da un riconoscimento simmetrico della colpa e da “una purificazione morale che per gli israeliani riguarderà la Nakba, la distruzione di Gaza, ma soprattutto la rimozione della identità palestinese. Per i palestinesi, invece, riguarderà una riflessione su politiche terroriste e fondamentaliste che hanno dato corda alla destra israeliana e hanno fatto male alla resistenza palestinese”.
Riconoscere e ricordare il dolore dell’altro. Farsi veicolo di dialogo e non violenza
Si deve guardare con “attenzione e valorizzare tutte le organizzazioni e i semplici cittadini che manifestano nelle piazze in Israele e ricordano il dolore dell’altro, raccomanda Gabriele Nissim.
Ed è ugualmente importante che i Paesi europei siano portatori di pace, ed essere allo stesso tempo – aggiunge Nissim – veicolo di dialogo e di nonviolenza. Per questo la riproposizione della Tenda del Lutto in Italia è “molto importante”.
Neve Shalom Wahat al Salam
Fondamentale è l’esempio di Neve Shalom Wahat al Salam (NSWAS), il villaggio binazionale abitato da arabi palestinesi ed ebrei israeliani, fondato nel 1972 da André Hussar (1911 – 1996), religioso egiziano di fede ebraica che si converti al Cattolicesimo come frate domenicano, con il nome di fra Bruno.
Da allora il villaggio a ovest di Gerusalemme dimostra quotidianamente come la convivenza pacifica tra gli israeliani e i palestinesi sia possibile.
Ormai giunti alla seconda generazione, le famiglie di NSWAS sono riuscite a superare anche i traumi del 7 ottobre e le macerie di Gaza. Protese all’agire reciprocamente costruttivo, anche attraverso la creazione della Bereavement tent, Una tenda del lutto, utile per superare l’inevitabile tensione emotiva e affrontare insieme il dolore profondo, affiancata ad altre attività introduttive alla pace, con la richiesta incessante di cessare il fuoco e riprendere la ricerca per una soluzione non violenta.
L’Associazione italiana amici di Neve Shalom Wahat al Salam ha contribuito alla creazione della Tenda del lutto a Milano, con Fondazione Gariwo, IPSIA ACLI e il Centro di Nonviolenza Attiva.
Immagine: Milano, Il Giardino dei Giusti – it.gariwo.net

