21 rintocchi e un silenzio che si spezza. Il dibattito a Savona

Savona, ogni giorno alle ore 18:00, si ferma per qualche istante quando da Piazza Mameli si diffondono i 21 rintocchi della campana del Monumento ai Caduti, in memoria delle vittime di tutte le guerre.

Questa tradizione, che sfiora il secolo, è unica al mondo. I rintocchi sono ventuno, come le lettere dell’alfabeto, a voler includere simbolicamente i caduti di ogni guerra e di ogni tempo, senza distinzioni né esclusioni. Anche l’orario ha un valore preciso: è quello in cui fu reso noto l’armistizio che pose fine alla Prima guerra mondiale.

Il luogo, poi, è di per sé eloquente: Piazza Mameli, dedicata all’eroe risorgimentale Goffredo Mameli, morto in combattimento a soli 21 anni e autore dell’inno nazionale, il Canto degli Italiani, più noto come Fratelli d’Italia. Qui sorge il Monumento ai Caduti, realizzato dallo scultore Luigi Venzano e inaugurato il 18 settembre 1927, quando le campane suonarono per la prima volta.

Durante i rintocchi, Savona si raccoglie: nella piazza auto e pedoni si fermano, le attività commerciali sospendono per un momento il loro corso, in segno di rispetto e di memoria per tutte le persone che hanno perso, e continuano a perdere, la vita nelle guerre.

Tuttavia, sebbene la tradizione continui a essere un elemento identitario della città, negli ultimi tempi si è acceso un dibattito: sempre più persone, infatti, non la rispettano più. Durante i rintocchi passanti distratti dallo smartphone o dalla fretta continuano a camminare, mentre conducenti di auto e moto non si fermano, disturbando il mantenimento del silenzio assoluto.

Alle denunce delle associazioni storiche, come A Campanassa, ha informato il Secolo XIX, il Comune sta valutando piani di revisione della mobilità di piazza Mameli, affinché il traffico non mortifichi questo momento del rito, gesto sacro per molti savonesi.

 

Immagine: Savona, piazza Mameli dove ogni giorno alle h. 18:00 scende il silenzio in ricordo dei caduti di tutte le guerre

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