Donne e scienza. L’ostracismo nelle istituzioni alle carriere femminili

Pochi mesi fa Erwin Neher, premio Nobel per la Medina lanciava l’allarme nei confronti della bassa percentuale della presenza femminile nel mondo scientifico, ma soprattutto denunciava gli attuali leader delle istituzioni scientifiche per impedire l’accesso e l’ascesa alle scienziate.
La denuncia è rilanciata oggi dal rettore della Normale di Pisa, Vincenzo Barone, che in un’intervista concessa al Quotidiano.net (ripresa dall’Huffpost.it) dichiara che “promuovere una donna è impossibile”.

Alla vigilia dell’inaugurazione dell’anno accademico, il rettore Barone (nella foto a lato), impegnato in un’opera di svecchiamento (su 40 docenti solo 7 sono donne) parla senza mezzi termini dell’ostracismo che scatta – almeno all’interno dell’ateneo pisano – ogni qual volta ci sarebbero i presupposti meritocratici per l’ascesa di una professoressa.  “Si scatena il finimondo.” rimarca Barone. “Si parla di tutto, meno che di preparazione, merito e competenze, che dovrebbero essere i soli criteri per valutare un accademico. Calunnie belle e buone, con l’aggiunta, come accaduto in anni recenti, di lettere anonime e notizie false diffuse ad arte”.

Il vecchio metodo delle calunnie funziona sempre soprattutto per contrastare le carriere femminili. “Le missive anonime sono state utilizzate anche per colpire candidati uomini – spiega Vincenzo Barone – ma se per gli uomini in genere il copione è quello di additare il maestro che vuole proteggere l’allievo prediletto, per le donne c’è l’aggiunta di risvolti volgari e riferimenti alla vita privata, del tutto inaccettabili e per di più falsi”. Incalza il rettore: “Non mi stupirei, visto il clima, di vedere prima o poi anche attacchi magari sulle tendenze omosessuali di qualcuno”.
“Sono stato tacciato anche di voler assumere delle incompetenti – prosegue Vincenzo Barone – ma il problema dobbiamo porcelo: non è possibile che non ci sia nessuna docente donna, brava, preparata e meritevole di un posto alla Normale”.

Ma Vincenzo Barone non si ferma e continua la sua rivoluzione, perché è convinto della necessità per l’ateneo di doversi “aprire, essere innovativi e vincere la sfida del futuro”. E ci si riesce se si tiene conto del “merito, dello studio, della competenza”. E riportando gli espedienti dell’ostracismo a ciò che sono: solo “pettegolezzi.

E, infatti, Vincenzo Baroni una professoressa donna è riuscito ad assumerla. Si tratta di Annalisa Pastore: il primo ordinario della classe di Scienze dalla nascita dell’ateneo: 208 anni fa. “Un record assoluto” commenta Vincenzo Barone.

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