Orientato al paziente e non ai brevetti. E l’Istituto Negri vince

Orientato al paziente e non ai brevetti, è questa la motivazione dell’Edinburgh Science Charity, il primo e più antico festival della scienza al mondo, nell’assegnare all’Istituto Mario Negri la prestigiosa Edinburgh Medal.

La premiazione – avvenuta il 2 aprile 2024 nel corso dell’annuale Festival – si distingue per mostrare sul podio, per la prima volta, una organizzazione invece che una persona.

Come opera il Mario Negri

L’Istituto Mario Negri, dedito alla ricerca farmacologica, è stato fondato nel 1963 da Silvio Garattini, oncologo, farmacologo e ricercatore, bergamasco classe 1928, che ha sempre messo il paziente al centro della cura, tanto da scoprire farmaci senza brevettarli per lasciandoli a disposizione di tutti i malati e alla comunità scientifica in modo da garantire la massima collaborazione.

Trasparenza nella pubblicazione della ricerca e nella conduzione dei testi dei nuovi farmaci, confrontati, oltre che con il placebo, con i migliori già disponibili per verificarne il reale avanzamento nella cura. Questo il rigoroso modus operandi dell’Istituto,  giacché, come spesso ha spiegato Garattini, la proprietà intellettuale e il mercato non garantiscono il diritto alla cura creando, piuttosto diseguaglianze e rallentando l’innovazione per il generarsi di monopoli e conflitti di interesse.

L’approccio alla ricerca e alla cura da imitare

“Di fatto la Edinburgh Medal premia i pionieri del mondo della scienza che agiscono per migliorare la società. Il premio di quest’anno a un istituto di ricerca di livello mondiale, che non potrebbe essere più appropriato – ha spiegato l’assegnazione Simon Gage, direttore e amministratore delegato dell’ente benefico ed educativo -.

“Il modo in cui la maggior parte dei farmaci e molti trattamenti vengono ideati e prescritti è troppo spesso guidato dalle forze del profitto e del protezionismo – ha proseguito Gage -. Questo nonostante la maggior parte della ricerca di base venga finanziata dai contribuenti. Le eccessive prescrizioni, i prezzi elevati che impediscono un facile accesso, la mancanza di interesse per le malattie rare percepite come non redditizie e la riluttanza a condividere i risultati degli studi sono alcuni dei sintomi dell’attuale assetto che ostacolano l’ottimizzazione della salute della popolazione globale. L’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri ha un approccio diverso, orientato al paziente e non ai brevetti, di piena trasparenza e condivisione delle informazioni in campo scientifico e sanitario, ed è questo approccio che lodiamo e da cui ci sentiamo ispirati. Ciò ci spinge a chiederci perché il Regno Unito non abbia un proprio istituto di questo tipo, e ad andare oltre, chiedendone la fondazione” ha concluso Gage.

L’appello per il Sistema Sanitario Nazionale

Silvio Garattini è fra i 14 firmatari dell’appello per salvare il Sistema Sanitario Nazionale. Se non s’interviene il rischio è una sanità a pagamento come negli USA.  Mentre un sistema sanitario pubblico che funziona tutela la salute e contribuisce alla coesione sociale” dicono ricordando come dal 1978 data della fondazione del SSN in Italia si è registrato il “più marcato incremento dell’aspettativa di vita (da 73,8 a 83,6 anni) tra i Paesi ad alto reddito.

Serve urgentemente un adeguamento finanziario agli standard dei Paesi europei avanzati, ossia l’8% del Pil rispetto ai 6,4 destinati dal Governo per gli anni 2024 e 25.

 

 

 

Immagine: Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto Mario Negri, premiato con la Medaglia di Edimburgo dell’ Edinburgh Science 

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