La rivolta degli edicolanti e delle librerie del Sud

In molte edicole del Sud Italia il 23 aprile 2020 è apparso il cartello che avverte “In questa edicola dal 23 aprile non è più in vendita il quotidiano Libero. Essendo meridionali inferiori non siamo in grado di comprendere gli arguti articoli di questa testa giornalistica indipendente. Ci voglia scusare il direttore Feltri”.

L’iniziativa è la reazione alle affermazioni di Vittorio Feltri, direttore del quotidiano Libero, nel corso della trasmissione Fuori dal coro del 21 aprile 2020, in onda su Rete 4.

Alla richiesta del conduttore, Mario Giordano, di esprimere un parere sulle intenzioni della Regione Campania di chiudere i confini regionali (per contenere la diffusione del coronavirus) se le regioni del Nord dovessero cessare il lockdown (confinamento) anzitempo, Feltri, leggiamo su La Repubblica, ha risposto “Perché mai dovremmo andare in Campania? A fare i parcheggiatori abusivi? I meridionali in molti casi sono inferiori”.

Concetto che Feltri ha riproposto nel rispondere alla successiva domanda di Giordano, se alcuni si compiacciono perché la Lombardia è la Regione italiana più colpita dal Covid-19: “È evidente. È così – ha proseguito il direttore – il fatto che la Lombardia sia andata in disgrazia per via del coronavirus ha eccitato gli animi di molta gente che è nutrita d’invidia e di rabbia noi nostri confronti perché subisce una sorta di complesso d’inferiorità”.

“Io non credo ai complessi d’inferiorità, io credo che i meridionali in molti casi siano inferiori” ha concluso Feltri che, in altra sede, ha chiarito che le sue parole non  intendevano un’inferiorità antropologica ma economica e “chi non lo riconosce è in malafede. L’antropologia non c’entra con il portafogli. Noto che ancora una volta le mie affermazioni vengono strumentalizzate in modo indegno”.

Oggi le proteste concrete degli edicolanti che condividono il cartello citato, tra i quali a Napoli, come riporta Il Mattino, Fabio di Martino, titolare dell’edicola a Piazza Carolina e Aldo Esposito, che oltre a gestire un’edicola in via Luca Giordano è segretario provinciale del sindacato Sinagi Slc-Cgil di Napoli.

Dopo i giornali, i libri

Oltre  Napoli c’è stata la reazione delle edicole e librerie delle Calabria e della Sicilia.  La Liberia Ave di Reggio Calabria, come riporta strettoweb.com “ha annunciato di aver restituito alla casa editrice i libri di Feltri”.

In provincia di Cosenza a Montalto Uffugo, Tiziana Marchese titolare di una libreria – edicola ha affisso il cartello che recita “Questa edicola non venderà più il giornale Libero”, spiegandone i motivi  sulla propria pagina Facebook . “Sono una cittadina italiana – scrive Tiziana Marchese – mi permetto di scrivere direttamente poiché sentir parlare il ‘Dottor’ Vittorio Feltri di noi del SUD utilizzando certi termini è scandaloso. Con tutto il rispetto per la libertà di stampa e di opinione, mi pare che qui si tratta di un atteggiamento razzista proclamato da un personaggio pubblico molto influente”.

 “Sono una piccola libraia affiliata al gruppo Mondadori con sede a Milano, città accogliente e laboriosa- prosegue Tiziana Marchese sul suo post – ma arricchita da tanti meridionali che hanno sempre collaborato a questa crescita. Tanti gli studenti meridionali che studiano nelle varie università, tante presenze che occupano posti di prestigio in Lombardia e contribuiscono alla crescita stessa. Essendo la mia libreria anche edicola, da oggi informerò i miei clienti, gente del sud e non solo, che il giornale ‘Libero’ non sarà più venduto, perché non è giusto arricchire gente che non ci porta rispetto”.  ll post pubblicato il 22 aprile, in meno di 24 ore è stato condiviso (al momento in cui scriviamo) da oltre 40mila persone.

Reazioni simili si stanno registrando anche tra gli edicolanti e librai siciliani. E la protesta non sembra destinata a terminare a breve. Mentre c’è chi medita contro Feltri azioni legali  in sede civile e penale, come il giornalista Sandro Ruotolo e lo scrittore Maurizio De Giovanni giacché “la libertà di pensiero non c’entra nulla con l’odio nei confronti dei meridionali. Il razzismo è un crimine”.

 

Immagini: 1 e 3) tra rispettivamente da Twitter e Facebook; 2) Vittorio Feltri, direttore del quotidiano Libero

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