Grigory Gluckmann. Alchimista della malinconia
Per la prima volta in Italia, al Museo Archeologico Regionale di Aosta sono esposte le opere del pittore Grigory Gluckmann (1898–1973).
Originario della Bielorussia e naturalizzato statunitense, Gluckmann fu un artista cosmopolita che seppe sintetizzare i canoni della scuola accademica con il modernismo del XX secolo, rimanendo, tuttavia, sempre fedele alla sua originaria formazione moscovita. Se dal soggiorno italiano (durante il quale partecipò alla Biennale di Venezia del 1924) fu affascinato dal Rinascimento, fu nel periodo parigino che raggiunse la fama, adottando temi tipici dell’impressionismo come le scene di balletto (con evidenti rimandi a Edgar Degas) e i caffè cittadini.
Nonostante queste influenze, Gluckmann continuò a prediligere l’uso paziente della stratificazione cromatica con i colori sovrapposti e lasciati asciugare con cura che creano velature calde che conferiscono ai dipinti una luminosità profonda. Questa maestria tecnica Gluckmann sottolineò la sua naturale predisposizione verso l’indagine introspettiva: le figure umane e i nudi femminili, pervasi da una sottile malinconia, riflettono una condizione umana universale più che un semplice momentaneo stato d’animo.
La mostra di Aosta presenta trentacinque – presentate in 5 sezione tematiche – selezionate da Daria Jorioz, la quale scrive nel catalogo: “Di Gluckmann mi affascinano la qualità pittorica, la lucentezza delle superfici, la raffinata originalità dei cromatismi, l’indubbia padronanza delle tecniche antiche, la maestria e la compostezza della composizione, ma, soprattutto, il sottile velo di malinconia e tristezza che ne ammanta i dipinti. Le donne che abitano le sue tavole sono al contempo eteree creature del passato e figure contemporanee di raffinata complessità psicologica; archetipi di un tempo sospeso, ma anche persone che percepiamo come reali, inserite in interni riconoscibili per quanto solo suggeriti”.
Mostra: Grigory Gluckmann. Tra luce e grazia;
dove: Museo Archeologico Regionale – Aosta;
quando: fino al 2 giugno 2026.
Immagine: quadro Cocktail time, dipinto da Grigory Gluckmann negli anni Quaranta del Novecento

