Esempio Barcellona. Programma ombra

Servirebbe tanta ombra – Come avevano previsto gli esperti, stiamo vivendo un’estate torrida che potrebbe superare quella del 2024, considerato l’anno più caldo mai registrato.

Il sole acceca e attanaglia soprattutto l’Europa meridionale ma si espande a nord dando a Parigi temperature anomale per la capitale francese, fino a 40°C.

Particolarmente affannosa è la vita nelle città e nelle città, le zone dove si formano le isole di calore, dove si registrano fino a 5° C. in più rispetto alla temperatura del resto delle città.

Mentre in Italia ancora non sono state programmate specifiche azioni di contrasto al riscaldamento globale e di protezione per la popolazione (solo in questi giorni è stata definita la pausa nelle ore più calde per attività a rischio), altri Paesi sembrano darsi da fare.

Esempio Barcellona

I rifugi climatici

Per esempio Barcellona (Spagna), città calda e abitualmente umida, ha ideato i “rifugi climatici” e ha messo in rete la mappa dei circa 400 siti (disponibile QUI) dove è possibile ripararsi dal caldo eccessivo, utile soprattutto per i turisti che non conoscono la città.

Tranne le piscine, i siti della mappa sono per lo più gratuiti, comprendono biblioteche e parchi e sono dislocati per la città in modo da far conoscere anche luoghi estranei al circuito turistico e contrastare anche il sovraturismo, che Barcellona combatte da tempo.

Programma Ombra

Ma le misure di Barcellona contro il caldo eccessivo non finisco qui. Oltre al Piano Clima (2025 -2035), il Comune ha avviato il Programma Ombra, con un budget di 13 milioni di euro.

Da quest’anno al 2027, l’amministrazione ha annunciato la creazione di quasi 200 sistemi di ombreggiamento. Per il 2025 dovrebbero essere pronti 66 parchi giochi per bambini, 15 parchi giochi scolastici e tre grandi aree della città: Plaça del Mar, Rambla del Carmel e la soletta della stazione di Sant Andreu Comtal.  Altri 13 parchi giochi verranno creati entro il 2027.

Attualmente lo spazio pubblico della città ha aree d’ombra per il 62% della sua estensione. Nel rimanente 39%, – la cui metà, a detta del Comune richiede un intervento urgente -, si procederà anzitutto con la piantumazione degli alberi mentre, dove non è possibile, verranno installate strutture fisse con pannelli solari che forniscono, oltre all’energia pulita, la necessaria ombra estiva, tende da sole, e elementi equivalenti progettati ad hoc e stabiliti con gare d’appalto pubbliche.

Nelle aree soggette agli interventi, la temperatura sarà monitorata per valutare la loro efficacia.

Test di resistenza a 50°C e individuazione delle abitazioni più esposte al caldo

Sempre nei prossimi due anni, con l’ausilio delle aziende energetica è previsto un test di resistenza e reazione ad una temperatura elevata fino a 50° C.

Inoltre il progetto dell’Universitat Politècnica de Catalunya permetterà di individuare e analizzare le condizioni delle abitazioni più esposte al caldo.

La stima della London School of Hygiene & Tropical Medicine 

Tanta solerzia da parte del Comune deriva anche dallo studio della London School of Hygiene & Tropical Medicine (primo autore Pierre Masselot), pubblicato su Nature, che presuppone che Barcellona diventi, entro la fine del secolo, la città europea con più decessi per colpa del riscaldamento climatico.

Effetto Mediterraneo. Non solo Barcellona

Il pericolo per Barcellona deriva dall’effetto Mediterraneo – hotspot climatico* – che coinvolge la Spagna orientale, l’Italia, la Francia meridionale e Malta dove, secondo lo studio, il tasso di riscaldamento climatico è più veloce che in altre aree.

Pertanto le iniziative in atto nella capitale catalana non possono che essere un esempio. Anche se i ricercatori dell’istituto britannico segnalano altri  hotspot climatici europei, nell’Europa centrale che comprende Svizzera e Austria, così come la Germania meridionale e la Polonia.

 

  • nota* – Gli hotspot climatici sono aree del pianeta che le cui temperature aumentano in modo più rapido rispetto alla media globale, con impatto sugli esseri umani e sistemi naturali

 

Immagine: Barcellona (Spagna), Sagrada Familia progettata da Antoni Gaudí (1852 – 1926) – photo by Olena Goldman – pexels.com

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.