Oms. Basta antibiotici agli animali sani

“L’uso indebito e l’abuso della somministrazione degli antibiotici aumentano costantemente la minaccia della resistenza ai batteri  e ci sono poche possibilità promettenti in fase investigativa”.  A lanciare l’allarme è, ancora una volta, l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel rapporto pubblicato a novembre 2017, ma questa volta l’Agenzia si rivolge alle industrie ittiche e alimentari, raccomandando di cessare l’uso sistematico degli antibiotici per animali sani impiegati nella produzione alimentare.

Perché si somministrano gli antibiotici agli animali sani

Nei grandi allevamenti gli antibiotici sono somministrati agli animali per stimolarne la crescita e per prevenirne le malattie; in alcuni Paesi del mondo l’80% del consumo totale degli antibiotici d’importanza medica umana è destinato al settore animale. Una percentuale destinata ad aumentare, afferma l’OMS, considerando la crescita della domanda di alimenti a base animale, spesso provenienti dagli allevamenti intensivi.
Le raccomandazioni dell’Agenzia nascono al fine di preservare l’efficacia degli antibiotici importanti per la salute umana e mirano alla riduzione della somministrazione non necessaria agli animali.  Come dice Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’ OMS “la mancanza di antibiotici efficaci è una minaccia per la sicurezza, tanto grave quanto quella rappresentata da un’epidemia di malattia improvvisa e letale”. Per questo l’adozione di misure contenitive in tutti i settori è essenziale per far retrocedere la resistenza degli antimicrobici e mantenere il mondo al sicuro”.

Le linee guida per l’industria agricola e ittica

Il rapporto dell’OMS parte dalla ricerca (pubblicata sulla rivista The Lancet Planetary Health) che dimostra come l’uso limitato di antibiotici negli animali usati per la produzione alimentare, riducono i batteri resistenti alle terapie negli stessi animali fino al 39%: in conformità a questa considerazione scientifica l’OMS ha sviluppato le nuove linee guida per l’industria agricola e ittica.

L’Agenzia, quindi, chiede fermamente una riduzione generale dell’uso di tutti i tipi di antibiotici d’importanza medica per gli animali destinati alla produzione degli alimenti ma, soprattutto, la restrizione di somministrazione per stimolarne la crescita. Agli animali sani, secondo le nuove linee guida, l’antibiotico deve essere dato, su decisione del veterinario, soltanto quando l’infezione è stata diagnostica ad altri animali dello stesso allevamento, per evitarne il contagio.

Animali sani anche senza l’uso degli antibiotici

Naturalmente anche per gli animali è importante la prevenzione. Ma non con gli antibiotici che, come abbiamo visto, danneggia la loro e la nostra saluta. Ci sono alternative agli antibatterici per mantenere le bestie sane, come suggerisce l’OMS, migliorando l’uso delle vaccinazioni e introducendo cambiamenti nelle pratiche di stabulazione (lo spazio vitale riservato a ogni animale) e allevamento di animali.

Nel caso di animali malati le linee guida suggeriscono di realizzare dei test sugli animali per capire quale antibiotico è il più efficace e curare l’infezione specifica. Ma, secondo l’OMS gli antibiotici da utilizzare per gli animali dovrebbero essere scelti tra quelli che secondo l’OMS sono di “minore importanza” per la salute umana e non tra quelli considerati “d’importanza critica e di massima priorità”: una categoria di antibatterici che fanno parte di una serie limitata di trattamenti di cui dispone la medicina per combattere le gravi infezioni batteriche nell’uomo.  Perché, ribadisce il direttore del Dipartimento per la sicurezza alimentare e le zoonosi dell’OMS, Kazuaki Miyagishima, “ci sono prove scientifiche che dimostrano che l’uso eccessivo degli antibiotici per gli animali, può contribuire alla resistenza a questi farmaci”.

La lista degli antibiotici d’importanza critica per la medicina umana

Per incoraggiare un uso prudente per rallentare lo sviluppo della resistenza antimicrobica e preservare l’efficacia degli antibiotici più importanti, dal 2005 l’OMS pubblica una lista, periodicamente aggiornata, di antimicrobici d’importanza critica per la medicina umana.

Tale lista classifica gli antibiotici usati per gli uomini e gli animali, in ordine di rilevanza in campo medico, nelle 3 seguenti categorie: di “importanza critica”, “molto importante” e “importante”.

Gli antibiotici di massima priorità d’importanza critica sono essenziali come trattamenti di ultima istanza per le infezioni multiresistenti negli esseri umani. Tra questi ultimi nell’ultima revisione della lista, pubblicata dall’OMS nell’aprile 2017, ci sono i chinoloni, cefalosporine di terza generazione o successive, macrolidi e chetolidi, glicopeptidi e polimixine (noti anche come colistine).

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