COP23. Conferenza Onu sul clima. Se non ora quando?

COP23, Germania

Il 6 novembre 2017 inizia a Bonn (Germania) la 23° Conferenza Onu sul clima, più nota come COP 23, sotto la presidenza delle Isole Fiji, arcipelago del Pacifico a rischio sopravvivenza, come altre isole, per l’innalzamento degli oceani.

Dopo la deludente conclusione dell’edizione scorsa, il discorso riprende dalle premesse, promesse e assunzioni d’intenti dell’Accordo di Parigi (COP21). Gli argomenti centrali rimangono i cambiamenti climatici, che non sono più una nefasta previsione, ma una difficile realtà odierna, che sta sconvolgendo molte parti del mondo e la vita dei suoi abitanti, soggetti a immigrazioni forzate e conflitti, le cui conseguenze minano l’equilibrio mondiale.

Com’è noto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sempre rinnegato gli Accordi di Parigi, promettendo ai suoi elettori, addirittura, un ritorno al carbone con la riapertura delle miniere e cancellando i provvedimenti ambientali decisi dalla precedente presidenza Obama.
Ma proprio gli scienziati nord-americani hanno appena pubblicato un Rapporto, assimilato da 13 agenzie federali Usa, dove in 2mila pagine spiegano che la terra “sta vivendo il periodo più caldo della storia” e la colpa è, soprattutto, delle attività umane; 1,8 n gradi Fahrenheit e l’innalzamento della temperatura negli ultimi 115 secondo gli studi degli Usa che prevedono la possibilità della crescita del livello del mare tra i 30 centimetri e 1,2 metri, entro il 2100.

Dopo la pubblicazione del Rapporto, alla Casa Bianca non è rimasto altro da fare che approvarlo, nonostante le idee del suo presidente.

Alla COP23 partecipano 195 Paesi, 25mila persone per discutere – ancora una volta – le regole da seguire per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Accordo di Parigi. Già la COP22 del 2016 avrebbe dovuto fissare i provvedimenti concreti per l’attuazione dell’Accordo. Non ci riuscì. Nel frattempo abbiamo vissuto nel 2017 un caldo record che ha prodotto nel nord e nel sud del mondo, siccità – estrema in alcune zone dell’Asia e dell’Africa – nubifragi, inondazioni,  uragani la cui intensità da record  ha oltrepassato i luoghi fisici canonici lambendo l’Europa.

Un anno, questo del 2017, durante il quale il clima sembra fare le ‘prove generali’ del suo mutamento. Basterà questo per portare i Paesi partecipanti, finalmente, verso la decisione di misure concrete da realizzare subito?

COP23 si protrarrà fino al 17 novembre 2017. Rimaniamo in trepidante attesa di saggi, univoci e concreti provvedimenti.

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