L’AIFA. Sì all’elacestrant che blocca le metastasi al seno

Elacestrant –  L’AIFA ha approvato un farmaco che impedisce lo sviluppo delle metastasi dei tumori al seno. Sarà prodotto a Pisa dalla Menarini e la disponibilità in Italia è prevista entro i prossimi 3 mesi. Al momento viene somministrato in via compassionevole.

Il farmaco si basa sulla molecola elacestrant e, già venduto in Germania, Gran Bretagna e dal 2023 negli Stati Uniti, ha dato buoni risultati nel combattere il tumore al seno in fase di metastasi e che non risponde più alle terapie consuete.  Tale farmaco – non guarisce ma blocca l’avanzare della patologia, ossia blocca le metastasi per un periodo di tempo, in alcuni casi anche lungo.

Orserdu sarà il nome commerciale del prodotto la cui assunzione avverrà per via orale, ha spiegato Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale della Toscana, una compressa, senza chemioterapia, che migliora notevolmente la qualità di vita della paziente.

Come agisce l’elacestrant 

La molecola elacestrant sviluppa nuove molecole di sintesi chimica.

Come ha spiegato la scienziata Monica Binaschi, direttrice del dipartimento di scienze precliniche e traslazionali di Menarini ricerche, al Tirreno “una donna ogni otto, nel mondo, nell’arco della sua vita viene colpita dal tumore al seno, nel 5-10 per cento dei casi vengono diagnosticati quando sono già in fase di metastasi”.

Ma è stato compiuto un salto tecnologico “su come identificare alcune delle lesioni che sono specifiche per la cellula tumorale”.

Elcestrant, come già detto, entra in gioco su “pazienti che hanno fallito la prima linea di terapia metastatica: nel 40% dei casi, quando c’è una ricaduta si ha una mutazione del recettore dell’estrogeno – ha proseguito la scienziata -. E, quando questo accade, alcune terapie non funzionano più. Elacestrant lega il recettore dell’estrogeno e ne induce una degradazione. È un farmaco antagonista gli effetti del recettore che, in realtà, è il driver della proliferazione del tumore della mammella”.

Ricerca scientifica e intelligenza artificiale. Le due nuove molecole in fase di sviluppo

Intanto la ricerca prosegue, come sottolineato nel corso del convegno su “Innovazione e produzione di valore: industria farmaceutica, un patrimonio che l’Italia non può perdere” organizzato da Farmindustria nei laboratori Guidotti, del gruppo Menarini.

“Ci sono due nuove molecole, nelle prime fasi di sviluppo clinico. Una è sempre per il tumore alla mammella e c’è ancora tanto da fare perché è nella prima fase di sviluppo. La seconda molecola, disegnata grazie all’intelligenza artificiale, non è ancora in fase clinica e ci andrà a breve. Disegnata significa che una volta definito un bersaglio, l’intelligenza artificiale propone tutta una pletora di molecole con determinate caratteristiche che poi vengono testate in laboratorio facendo emergere quelle più promettenti». «Attraverso queste piattaforme – ha concluso Binaschi – si è in grado di ottimizzare, prioritizzare, alcune classi di molecole riducendo una parte della ricerca. Al momento nessun farmaco generato così è mai arrivato in commercio: sono allo studio le prime molecole che dimostreranno la bontà di questo approccio e non credo ci sia ancora tantissimo tempo da aspettare”.

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