Frank Gehry. Creatore di sogni
“E il Titano è passato oltre… 5 dicembre 2025”, così annuncia dai propri canali social lo studio Enez Design Associates la scomparsa di Frank Gehry e il termine gigante è il più ricorrente per questo professionista cha saputo rivoluzionare l’architettura contemporanea come dimostrano alcuni dei suoi più famosi progetti come il Guggenheim Museum di Bilbao e la Walt Disney Concert Hall di Los Angeles.
Aveva 96 anni Gehry, nato in Canada naturalizzato statunitense, famoso per aver saputo decostruire e riedificare usando materiali di recupero ma con una concezione “visionaria”, anche ricorrendo quando necessario alla tecnologia.
Il museo spagnolo – realizzato negli anni Novanta e che gli ha conferito fama internazionale – è lì a testimoniarlo: struttura complessa dalle forme e linee nuove e audaci valorizzate dal rivestimento in titanio che Gehry riuscì a progettare supportato dal software di progettazione e di calcalo usato in Francia per la realizzazione degli aeri militari.
IL Guggenheim Museum di Bilbao è oggi, a decenni dalla sua edificazione, considerato uno dei capolavori al mondo dell’architettura contemporanea e l’anima della stessa città basca.
Ma la bravura fuori dall’ordinario di Frank Gehry capace di creare novità lì e quando tutto è stato già fatto è stata palese agli addetti ai lavori ben presto come dimostrano le poche note curriculari che seguono: alla fine degli anni Sessanta già scoperto dalle università statunitensi come lecturer e visiting critic: nel 1980 è fra gli architetti chiamati da Paolo Portoghesi alla Biennale di Venezia per l’installazione Strada Novissima che diventerà il manifesto dell’Architettura postmoderna; dopo sette anni membro dell’American Academy of Arts and Letter a Roma e l’anno successivo professore alla Yale University.
Utile segnalare, per chi volesse saperne di più, il documentario che il grande regista Sydney Pollack (e amico personale) realizzò nel 2005 sulle sue opere: dal titolo Frank Gehry – Creatore di sogni è lo stesso architetto a descrivere le sue opere e, quindi, ad aprirci le porte del suo processo creativo ampiamente influenzato dall’arte e dalla psicanalisi.
“L’eredità di Frank ispirerà le generazioni future. Gli saremo eternamente grati” è l’odierno l’omaggio della Guggenheim Foundation: non solo parole di circostanza ma una reale un’esortazione e memento, in questi tempi resi cupi da calcolatori mediocri, che è sempre il momento per sognare per riuscire a trovare le forme del presente che abitiamo.
Immagini: Bilbao (Spagna) il Guggenheim Museum, progetto iconico dell’architetto Frank Gehry, a sinistra nella fotografia in basso, intervistato dal regista Sydney Pollack per il documentario ‘Frank Gehry – Creatore di sogni’


