Dense wood. Così saranno le smart city del prossimo futuro

Legno malleabile e flessibile tanto da essere usato come un’ecopelle per accessori vegani. E legno, nella versione ‘aumentato’ (augmented wood), da anni sperimentato e pronto a sostituire vetro e plastica.

Già nella moda per il talento italiano

Legno sapientemente trattato con la tecnologia tanto da diventare un nuovo materiale altamente sostenibile, realizzato e introdotto nel mondo della moda della startup italiana Woove (abbanews.eu ne ha scritto un anno fa) con i suoi modelli di scarpe di sicura seduzione, e nei settori dell’automobile e della smart home dalla ‘collega’ transalpina Wodoo, la cui tecnologia ha visto la luce al MIT di Boston.

Il fondatore di quest’ultima, l’abile francese Thimotée Boitouzet, ha progettato con la Mercedes un cruscotto realizzato con il “legno aumentato”, con comandi digitali integrati per sostituire quello in plastica e con la Switchr e Jaspr per sostenere schermi a parete e display di comandi.

Con l’estrazione della lignina da fogli di legno dello spessore di mezzo millimetro e sostituendola con un biopolimero, sostiene Boitouzet di aver ottenuto un materiale eco-friendly che garantisce il notevole risparmio di emissione di carbonio che va “dalle 7 alle 230 volte secondo il materiale che sostituisce”.

Entrambe le start up usando il legno come materia prima (pregiato noce, ciliegio e acero per Woowe, di minore qualità come pini marittimi faggi e betulle per Woodoo), hanno creato modelli d’impresa che rispondono in ogni loro fase ai criteri dell’economia circolare.

E non si ferma qui. Il legno aumentato continua ad essere studiato per altre applicazioni: oltre all’industria della moda, dell’arredamento, delle automobili si punta alla sua utilizzazione nell’industria nautica ed edile.

Dense wood al posto del cemento

Woodoo, punta al dense wood ovvero al legno lamellare aumentato resistente al punto da realizzarci facciate, tetti, pavimenti e ottenuta la certificazione CTSB (è attesa per il 2025), nel futuro prossimo, anche gli elementi portanti.

Se  si avvererà la previsione che vuole entro il 2050 il 70% di una popolazione mondiale di 9 miliardi di persone vivere nelle città, allora i centri urbani non potranno che essere una fusione di natura e innovazione con il legno, rinnovabile al 100%, protagonista ideale.

 

Immagine tratta dal sito woodoo.com

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