Cinecittà. Il nuovo hub del cinema europeo

Dalla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia giunge un’importante notizia per il comparto cinematografico (e non solo), quella di un grandioso investimento da parte del Governo (attraverso i fondi del PNRR) che renderà gli studi romani di Cinecittà “un hub del cinema europeo, all’insegna della innovazione e della formazione”.

L’ha annunciato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, nel corso del forum Il ruolo degli Studios nel nuovo mercato audiovisivo globale, che si è svolto nella città lagunare il 2 settembre 2021.

300 milioni per riportare Cinecittà ai fasti del passato ma con la visione del XXI secolo: quindi storia e tradizione coniugate con la valorizzazione del fattore umano, l’innovazione e le agevolazioni fiscali per favorire le produzioni cinematografiche continentali in Italia.

“Cinecittà sarà trasformata – ha detto il ministro – sia dal punto strutturale, attraverso l’operazione con Cassa Depositi e Prestiti, che ne aumenta il suo volume con altri 40 ettari confinanti, sia da quello tecnologico. Poi ci sarà il collegamento con il Centro sperimentale di cinematografia, quindi con la formazione, e la nuova governance, che ringrazio ancora per aver accettato questo impegno. Uno sviluppo dell’area che sarà tutto in chiave di sostenibilità ambientale, uno dei criteri che verranno sempre di più valutati anche dall’industria cinematografica nella scelta di dove fare un film”.

L’ambiziosa operazione si realizzerà con la sinergia di soggetti e professionalità che richiederanno “ delle norme che rafforzino le integrazioni tra aziende italiane e, una volta accresciute, evitare che finiscano nelle mani straniere, immaginando delle regole, compatibili con l’ordinamento europeo, che ci aiutino in questo sforzo”.

Infine un ampio e attento sguardo all’Europa, imprescindibile affinché il progetto riesca. “La crescita enorme del settore del cinema e dell’audiovisivo, che continuerà a esserci nei prossimi anni, ci spinge a lavorare come Europa, da soli i singoli stati europei sono piccoli e difficilmente possono reggere la competizione – ha terminato Franceschini – L’Europa insieme, invece, è il più grande produttore e consumatore di contenuti culturali. Questa è la nostra prospettiva: piattaforme europee, regole comuni europee, grandi collaborazioni e l’Italia su questo può esercitare un ruolo di primo piano”.

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