La Corte Costituzionale francese ribadisce il principio di fratellanza
Il Consiglio Costituzionale francese, con una sentenza ha stabilito che l’aiuto disinteressato verso persone che soggiornano in Francia senza i necessari documenti non è passibile di condanna per il principio di fratellanza.
La sentenza è stata emessa a favore di Cédric Herrou (nella foto a lato), l’agricoltore francese della Valle della Roya – tra l’Italia e la Francia – celebre per gli aiuti e l’accoglienza che non ha esitato a dare ai migranti che desiderano attraversare il confine – anche quando la Francia nel 2015 ha chiuso i confini – andando a prenderli a Ventimiglia con il suo furgone e/o ospitandoli nelle tende da campeggio allestite sul terreno vicino alla sua casa o in un edificio abbandonato. Per queste generose iniziative Herrou, è stato considerato dalla Francia autore di azioni illegali. Accusato di aver permesso l’ingresso, la circolazione e il soggiorno d’immigrati irregolari è stato arrestato, processato e riconosciuto colpevole. La reazione della legge francese, comunque non ha sorpreso Erro, consapevole e cosciente di compiere atti di disobbedienza civile.
Il 10 febbraio 2017 Herrou è stato condannato da un tribunale di Nizza a una multa di 3mila euro con la condizionale per gli aiuti elargiti, ma assolto dall’accusa di aver favorito la circolazione dei migranti irregolari, per i quali rischiava molti anni di carcere. Ma l’8 agosto dello stesso anno è stato condannato in appello a 4 mesi con la condizionale dal tribunale di Aix- En – Provence. Ma il coraggioso francese ha reagito e a sua volta ha fatto ricorso in appello accusando la prefettura francese di violazione del diritto d’asilo, e il suo caso è arrivato al Consiglio Nazionale.
La storia di Cédric Herrou è stata raccontata nel documentario Libre di Michel Toesca (a sinistra nella foto a lato), presentato al Festival di Cannes e proiettato in Italia Biografilm Festival di Bologna il 20 giugno 2018, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.
Sul red carpet di Cannes il nostro francese ha detto: “Il motto francese recita libertà, uguaglianza, fratellanza. Vale per tutti, qualunque sia la nostra origine, la nostra religione, il nostro colore della pelle. È importante difenderlo ogni giorno. Non è solo uno slogan”. E la Corte Costituzionale gli ha dato ragione.
Nel dicembre 2018, la Corte di Cassazione ha annullato la condanna a 4 mesi emessa nel 2017 dalla Corte d’appello di Aix en Provence.
