Crisi climatica. La diffusa consapevolezza degli italiani
Consapevolezza diffusa, i dati – Un’ampia maggioranza degli europei considera la crisi climatica una grave minaccia globale: l’85% dei cittadini la considera “un problema importante”. Lo rivela il sondaggio realizzato e pubblicato da Eurobarometer, On Climate Change, nel giugno 2025 e, in questi giorni, efficacemente riproposto da ISPRA dalle sue pagine social.
Aumenta il numero dei cittadini che chiedono interventi concreti per il clima: l’81 degli europei vuole la neutralizzazione climatica entro il 2050
Una quota crescente di europei (38%) dichiara, inoltre, di sentirsi personalmente esposta ai rischi ambientali e climatici. I cittadini considerano l’azione per il clima non solo necessaria, ma anche benefica, sia economicamente che socialmente. Oltre tre quarti (77%) concordano sul fatto che il costo dei danni causati dal cambiamento climatico superi il costo della transizione verso un’economia climaticamente neutra, mentre l’88% è favorevole a maggiori investimenti nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica.
Il 59% afferma di aver adottato, negli ultimi sei mesi, almeno un’azione per contrastare il cambiamento climatico.
Crisi climatica. Problema serio e questione personale anche per gli italiani
Anche l’86% degli italiani intervistati ritiene che la crisi climatica sia un problema serio, con il 48% che si sente esposto ai rischi ambientali, effetti della crisi climatica. Dato che ritroviamo nel risultato di 8 Stati membri, in particolare nell’Europa meridionale, in Polonia e in Ungheria, dei quali più della metà dei cittadini dichiara di sentirsi in pericolo.
Complessivamente il 38% degli europei si sente personalmente esposto ai rischi legati al clima.
Aspettative chiare per le azioni di contrasto che spettano, soprattutto, ai governi e alle imprese
I cittadini ritengono che i governi nazionali (al 66%), l’UE (al 59%) e le imprese e l’industria (al 58%) siano i soggetti più adatti ad affrontare il cambiamento climatico.
Solo il 28% ritiene che i singoli individui siano nella posizione migliore per affrontare efficacemente il problema.
L’85% afferma che l’azione per il clima dovrebbe essere una priorità per migliorare la salute pubblica e l’83% afferma che una migliore preparazione agli impatti climatici migliorerà la vita quotidiana.
Problemi con le informazioni
Mentre l’84% concorda sul fatto che il cambiamento climatico sia causato dall’attività umana, il 52% afferma che i media tradizionali non riescono a fornire informazioni chiare e il 49% segnala difficoltà nell’identificare contenuti affidabili sui social media.
La consapevolezza diffusa promette strumenti concreti e condivisi
Il sondaggio comunque mostra “una consapevolezza diffusa – commenta l’ISPRA – che può diventare una leva per affrontare i nuovi scenari climatici con strumenti concreti e condivisi”.
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