Baobab Experience. La casa per una famiglia afgana

“Abbiamo trattenuto il fiato a lungo, ma finalmente ce l’abbiamo fatta – ci informano gli organizzatori di Baobab Experience con una nota – nei giorni scorsi una famiglia afgana ha fatto il suo ingresso in un appartamento messo a disposizione da Baobab Experience”.

Padre, madre e cinque figli, di cui due minori, sono stati assegnati a Baobab, nell’ambito dei primi – e, ci auguriamo, non i soli – corridoi umanitari organizzati dal Governo italiano per l’evacuazione di persone vulnerabili, fortemente esposte a situazioni di grave pericolo.

“Il progetto di accoglienza e inclusione sociale, completamente finanziato, nelle risorse umane e materiali necessarie, attraverso la solidarietà dal basso, prosegue la nota – è per Baobab un impegno concreto: umano, operativo, sociale, politico”.

“Una goccia nell’oceano” ma che vuole essere anche “simbolo di una assunzione di responsabilità che è generale, nei confronti di tutto il popolo afgano – i pochissimi messi in salvo e i troppi lasciati indietro – e di chiunque sia costretto a lasciare la propria terra per conflitti, persecuzione, indigenza”.

“Noi facciamo la nostra parte, mettendo in campo esperienza, dedizione e impegno volontario, assicurando non solo un’accoglienza degna, ma anche tutti i nostri strumenti e il nostro supporto alla realizzazione di percorsi personali di autodeterminazione per tutti coloro che sono stati obbligati a ricominciare da zero. Perché non basta un corridoio, ma serve una casa intera per rialzarsi in piedi: una casa di mattoni, di diritti, di tutele e di opportunità concrete”.

Baobab. Quando la cittadinanza si attiva

Baobab Experience è una realtà grass roots, ossia un’associazione che nasce dal basso, dalla cittadinanza attiva.

L’impegno personale e professionale di ciascun volontario, nell’offerta quotidiana di tutti i servizi di accoglienza e di inclusione sociale, è di natura esclusivamente volontaristica. “Ogni attività – dallo sportello legale a quello di inserimento lavorativo, dai corsi di lingua italiana e inglese alla distribuzione di pasti e indumenti, dallo sportello psicologico all’orientamento sanitario – è svolta, con competenza e dedizione, a titolo completamente gratuito”.

Baobab, molti lo ricorderanno nasce a Roma nel 2015, formando campi di accoglienza informali per le persone che vivono per strada con i mezzi donati dalla cittadinanza e dalla rete di solidarietà formata dalle altre organizzazione umanitarie del territorio.

Diventata associazione nel 2016 con il nome di Baobab Experience è formata da insegnanti e studenti, avvocati e psicologi, ricercatori e artigiani che hanno scelto di dedicare testa, mani e cuore al supporto attivo alle persone migranti.

Finora, informano, sono riusciti a dare assistenza a “più di 90mila persone rende dogli accessibili cure mediche, cibo, vestiario pulito, una sistemazione per la notte, assistenza legale e assistenza legale nonché servizi di formazione e inserimento lavorativo per una efficace emancipazione dalla condizione di bisogno e una autodeterminazione vera”.

Chi vuole dare una mano e supportare l’Associazione, inserita nel circuito Comunità di Sant’Egidio e nell’ambito del programma di accoglienza predisposte dal Governo ai rifugiati afgani giunti in Italia in seguito alle evacuazioni da Kabul, può consultare il sito Baobad Experience .

 

Immagine: Migranti sulla rotta balcanica, 2015 – 2016

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