Ari e Harada. Storie sopra e sotto le nuvole dei funghi atomici

Il 2 settembre 1945 terminava la Seconda Guerra Mondiale. Il precedente 15 agosto, a seguito del bombardamento atomico degli Stati Uniti sulle città di Hiroshima e Nagasaki (6 – agosto), l’imperatore giapponese, Hirohito, aveva annunciato alla radio la resa incondizionata e il Paese nipponico fu occupato militarmente dalle potenze alleate vincitrici, guidate dagli Stati Uniti. Le forze nordamericane lasceranno il Giappone soltanto nell’aprile 1952, dopo la firma del Trattato di San Francisco, avvenuta l’8 settembre 1951.

Ottanta anni dopo

A distanza di 80 anni, una donna giapponese e un uomo americano, i cui nonni hanno vissuto i tragici avvenimenti dai due fronti opposti, hanno scritto il libro Storie dall’alto e dal basso dei funghi atomici (in giapponese Kinokogumo no Ue to Shita no Monogatari, in inglese Stories from Above and Below the Mushroom Clouds (Asahi Shimbun Publishing.). Scopo del testo: l’urgente necessità che il mondo si liberi delle armi nucleari.

Una bella storia, i cui protogonisti sono Kosuzu Harada, 50 anni, residente a Nagasaki e nipote di un doppio hibakusha, così chiamata la persona che è sopravvissuta ai due bombardamenti atomici, e Ari Beser, 37 anni, nipote del radarista Jacob Beser che volò a bordo di entrambi i bombardieri statunitensi.

Il nonno di Harada, Tsutomu Yamaguchi, è morto nel 2010 all’età di 93 anni. Attraverso i suoi scritti e le sue conferenze, ha raccontato le sue esperienze di sopravvissuto ai bombardamenti atomici. Harada ne ha preso il testimone e porta avanti l’impegno civico del nonno raccontandone la storia nelle scuole primarie e secondarie di tutto il Giappone.

Ari Beser, invece ha perso il nonno nel 1992. Aveva 72 anni ed era celebre. Il nipote ricorda quando a scuola il maestro gli disse che tutti sapevano che aveva preso parte alla missione che “ha posto fine alla guerra”.

Insieme nelle scuole e nelle aziende per documentare l’atrocità dell’atomica e la possibilità di riconciliazione 

È stato il giovane americano a contattare Harada nel 2013 la cui prima reazione fu di turbamento, poi sulla scia dei ricordi del nonno che non esitò a tenere conferenze negli Stati Uniti e il cui messaggio era “dall’odio non nasce nulla” – come scrive japantimes.co – incontrò Baser e convinse dell’autenticità del suo impegno per un futuro libero dal nucleare.

Da quel momento Beser iniziò ad andare ogni anno a Nagasaki, per tenere con Harada conferenze nelle scuole e nelle aziende sul disarmo nucleare.

Ora il libro a quattro mani, che ripercorre la vita documentata dei nonni (uno sugli aeri sopra le nuvole del fungo l’altro sotto), le differenze di pensiero e sentimenti secondo da che parte della guerra si stia (vittima e carnefice) e racchiude la corrispondenza fra i coautori che oggi dichiarano che è stato il dialogo costante ad aiutarli a trovare il terreno comune.

“Non abbiamo scelto questa eredità, ma abbiamo scelto di affrontarla. Così facendo, abbiamo costruito un’amicizia radicata nella verità, nell’empatia e nella convinzione che la riconciliazione non sia solo possibile. È necessario per un mondo libero dal nucleare” ha spiegato Ari Beser dal canale Instagram.

Il libro è stato presentato il 7 luglio 2025 , in coincidenza con il 7° anniversario dell’adozione del Trattato TPNW sulla proibizione delle armi nucleari.

A 80 anni dal lancio delle bombe atomiche e dalla fine della Seconda guerra mondiale che sconvolse il globo, sono sempre meno le persone in vita che forniscono narrazione dirette. È tempo, ha concluso Ari Beser che la prossima generazione erediti e trasmetta questa storia.

 

 

Immagini: 1) Giappone, Ari Beser e Kosuzu Harada; 2) copertina del libro scritto a 4 mani – photos by  Instagram  Ari Beser

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