Emma Maria Mazzenga, l’ultranovantenne più veloce del mondo

Emma Maria Mazzenga (nella foto in alto), 92 anni, padovana è campionessa di atletica con all’attivo 11 titoli mondiali, 31 europei, 115 italiani e 4 record mondiali nella sua categoria di età (90-94).  Recentemente di record ne ha stabiliti 2 nei 200 metri, vale a dire ha superato sé stessa, correndo a giugno 2025 lo stesso percorso in 50″33, abbassando di oltre un secondo il precedente record mondiale.

La nostra campionessa, ex professoressa di scienze, ha iniziato a correre quando era molto giovane per poi smettere e riprendere a 53 anni, senza fermarsi più.

Un fenomeno di forza e resistenza, non a caso, oggetto di studi da un team scientifico italiano e nordamericano nell’ambito del progetto   PRIN 2020 Trajectorage, coordinato da Simone Porcelli, professore associato di Fisiologia umana presso l’Università di Pavia, in collaborazione con Chris Sundberg, direttore dell’Integrative MusclePhysiology & Energetics Laboratory della Marquette University (USA).

Il professor Porcelli ha appreso la notizia del record mondiale di Emma Mazzenga  mentre stava coordinando lo studio longitudinale che misurava la funzionalità fisica di oltre 100 adulti di mezza età e anziani in Italia e ha pensato che fosse “il soggetto perfetto per il progetto”.

Sono stati studiati i suoi muscoli, i suoi nervi e i suoi mitocondri (le centrali energetiche delle cellule), per capire come possa fare sport agonistico con questi risultati alla sua età.

Gli studi non sono ancora conclusi ma i primi risultati dimostrano che Mazzenga ha fibre muscolari simili a quelli di una persona sana di 70 anni, ma ad essere stupefacente è il flusso sanguigno (l’ossigenazione dei muscoli) pari a quello di una ventenne.

“Seppur ancora in via preliminare, i risultati mostrano come l’attività fisica possa preservare dal processo dell’invecchiamento alcune funzioni fisiologiche del nostro organismo” ha dichiarato Simone Porcelli”

“Mai incontrato una persona con le capacità fisiche della signora Mazzenga, le ha fatto eco Marta Colosio, della Marquette University di Milwaukee e prima autrice dello studio, dalle pagine del Washington Post che lo scorso 24 agosto ha dedicato un articolo alla nostra straordinaria atleta. “Sta invecchiando – ha concluso Colosio – ma riesce a fare cose che alla sua età la gente non è più in grado di fare”.

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