A Pieno Regime, no al DDL Sicurezza
DDL Sicurezza – “Tutte le volte che i governi se ne escono con un nuovo decreto o disegno di legge sulla Sicurezza, tremiamo perché sappiamo per certo che ogni provvedimento di questo nome riguarda le persone migranti, mai la loro sicurezza, sempre la loro repressione” ci scrive, in una nota, l’Associazione Baobab Experience.
Colpiti anche i cittadini italiani
Con questo disegno di legge – che la maggioranza si appresta ad approvare in via definitiva al Senato – dopo il voto favorevole della Camera del settembre 2024 – si cerca di colpire “anche cittadini italiani con norme contra personam e non universali –gli attivisti climatici, per esempio, o chiunque protesti contro le grandi opere.
E gli stranieri regolari
La cecità della disposizione è tale che neppure si è considerato che andrà a colpire anche quegli stranieri che pur regolarmente presenti in Italia non hanno necessità di permesso di soggiorno, ad esempio i turisti statunitensi.
La Corte Costituzionale non è un fortino inespugnabile
Molti giuristi hanno messo in dubbio la legittimità costituzionale di diverse previsioni normative contenute nel disegno, ma –attenzione!– perché anche la Corte Costituzionale non è un fortino inespugnabile, prosegue la nota. Un giudice laico della Consulta è scaduto da mesi, altri tre cessano il loro mandato a fine anno e questa maggioranza avrà ovviamente un peso molto forte nella nomina dei successori, che sono eletti dal Parlamento in seduta comune.
Assemblea Nazionale
Ecco perché Baobab Experience aderisce alla rete A pieno regime Rete Nazionale No DDL Sicurezza, ed ecco perché – sottolinea – è fondamentale esserci tutti, il 16 novembre 2024, nell’Aula Magna di Lettere e Filosofia, dell’Università La Sapienza, in piazzale Aldo Moro a Roma, h. 10.00.
Il controsenso delle SIM ‘fantasma’
Anche questo disegno di legge ha al centro le persone straniere, a partire dalla disposizione scenografica che impedisce di acquistare una SIM presso un venditore regolare per chi è privo di un permesso di soggiorno. L’effetto? Alimentare proprio quel mercato di SIM fantasma che la norma dovrebbe contrastare.
20 anni di carcere per proteste interne ai CPR e strutture di accoglienza
Di straordinaria gravità è l’articolo che introduce pene carcerarie fino a vent’anni per chi partecipa o dirige proteste all’interno dei CPR e strutture di accoglienza.
Vogliamo ricordare che è solo grazie alle proteste dei trattenuti all’interno dei centri di permanenza per il rimpatrio che è stato possibile venire a conoscenza delle quotidiane vessazioni e degli abusi a cui le persone migranti sono sottoposte. Le rivolte che hanno portato alla luce i casi di autolesionismo, i suicidi, le morti, la negazione della dignità umana e dei diritti fondamentali sono state l’unico punto di contatto tra quei lager di Stato –in cui non riescono ad entrare neanche giornalisti e avvocati– e l’opinione pubblica. Adesso si vuole sopprimere anche quell’unica fonte di informazione e di ribellione alla disumanizzazione –viene punita addirittura la resistenza passiva–.
Anche il nuovo reato di “rivolta all’interno di un istituto penitenziario” e l’introduzione del reato di “occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui” colpiscono in modo prevalente le persone di origine straniera.
L’abuso della carcerazione preventiva
Le persone di origine straniera rappresentano il 31% della popolazione detenuta (di contro al 10% della popolazione residente) e questo non a causa di una maggiore propensione alla criminalità ma a un uso esteso della carcerazione preventiva in base alla provenienza e alle quasi nulle possibilità di accesso alle misure alternative alla detenzione, come ad esempio i domiciliari.
Da qui il punto successivo: in quale casa scontare i domiciliari?
La crisi abitativa
La crisi abitativa, la mancanza di politiche pubbliche in grado di risolverla in maniera strutturale, la speculazione nel mercato degli affitti e la mancanza di ogni regolazione colpiscono soprattutto le fasce più fragili.
A ciò si aggiunga l’elemento discriminatorio che vede le persone straniere precluse dall’abitare, anche se perfettamente solvibili e con garanzie di lavoro stabile.
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