Il lungo viaggio dell’Alter Stone di Stonehenge
L’Alter Stone, un monolite di 6 tonnellate del famoso cerchio di pietre di Stonehenge, potrebbe essere stato trasportato per oltre 700 chilometri dall’estremo nord della Scozia, dai marinai del Neolitico, circa 4.500 anni fa, a differenza di tutte le altre pietre del cerchio che provengono dall’Inghilterra e dal Galles.
È quando afferma l’analisi geochimica condotta dagli scienziati delle Università di Aberystwyth, dell’UCL -London’s Global, della Curtin University e di Adelaide, i cui risultati, appena pubblicati su Nature, mostrano appunto una notevole somiglianza tra l’antica arenaria rossa del bacino delle Orcadi, nella Scozia nord-orientale e l’altare di Stonehenge.
La provenienza della pietra era questione aperta, ma si supponeva provenisse dal Galles, quindi da una distanza inferiore.
Sebbene la nuova indagine non fornisca prove dirette su come l’Alter Stone (Pietra dell’Altare) sia arrivata nel sito archeologico di fama mondiale, come ha spiegato Anthony Clarke della Curtin University, primo autore dello studio, considerando i” vincoli tecnologici del Neolitico, le nostre scoperte sollevano affascinanti interrogativi su come una pietra così massiccia potesse essere trasportata per la vasta distanza implicita. Date le importanti barriere terrestri lungo il percorso dalla Scozia nord-orientale alla pianura di Salisbury, il trasporto marittimo è un’opzione fattibile”.
L’inizio di costruzione di questo monumento circolare, costituito da 2 serie di pietre e situato a Amesbury nello Wiltshire (Inghilterra), ci dice l’Università UCL iniziò 5mila anni fa (età del bronzo) e, nel corso dei 2 millenni successivi, subì aggiunte e modifiche.
L’Alter Stone potrebbe essere stata collocata “all’interno del famoso ferro di cavallo centrale di pietre durante la seconda fase di costruzione, intorno al 2620-2480 a.C.” precisa l’università londinese.
Ora la scoperta che il monolite abbia viaggiato da così lontano ,solleverà interrogativi sul suo percorso, dati i limiti della tecnologia umana durante il Neolitico. Ma come ha detto il coautore, Robert Ixer dell’UCL: “Se la tettonica a placche e la fisica atomica sono corrette, allora l’Altar Stone è scozzese”.
Quindi, la pietra ha compiuto il viaggio più lungo mai registrato per qualsiasi pietra monumentale utilizzata in quel periodo, ha commentato Nick Pearce dell’Università di Aberystwyth, dimostrando così “un alto livello di organizzazione sociale nelle isole britanniche in quel periodo, e originerà numerose “ramificazioni” di studio per approfondire la conoscenza delle comunità neolitiche, della loro connessione e, naturalmente, sui loro mezzi di trasporto.
Immagine: Regno Unito, il sito archeologico di Stonehenge. Photo by Samuel Wölfl – pexels.com

