Odradek. Questa volta sarà per sempre
Cinque anni fa Odradek, libreria nel cuore di Roma, era stata salvata dal crowdfunding.
Un quartiere di mobilita per salvare la propria libreria s’intitolava il nostro l’articolo dedicato, che sintetizzava la storia di questa impresa culturale che era riuscita, senza fare appelli pubblici ma soltanto rivolgendosi alla propria comunità, a schivare la chiusura. Ciascuno, spontaneamente, aveva dato quel che poteva fino a fare dell’iniziativa una campagna di crowdfunding online.
Davide Vender, il titolare, entusiasta del risultato raggiunto credeva che la sua esperienza potesse diventare un esempio per tutti i piccoli esercizi commerciali del centro storico romano che soffrono l’invasione dei monomarca, dei veramente troppi bar e pizzerie, del frettoloso turismo di massa e della mala movida.
Purtroppo si trattava di un’illusione. Il 6 gennaio 2023 la libreria Odradek chiuderà definitivamente i battenti, come annunciato su Instagram l’attività “non è più sostenibile né economicamente né umanamente”.
Nonostante gli aiuti, non solo dei privati cittadini ma anche delle istituzioni, dallo scorso agosto “i contributi non sono stati più sufficienti a invertire la tendenza” negativa con “sempre meno lettori che entrano in libreria”. Non c’è il ricambio generazionale, muoiono “gli anziani e accaniti lettori” e i giovani “non vivono più nella civiltà della carta”.
“Il libro non scomparirà” prosegue la nota “ma non è più l’unico strumento di alfabetizzazione” in questo “irreversibile processo di digitalizzazione che impone a tutti un ripensamento sulle forme di accesso alla conoscenza e ai saperi” per un tempo secolare affidati soltanto alla carta.
“Le forme di lettura cambiano velocemente e con loro anche i costumi e gli atteggiamenti nella vita quotidiana” una riflessione che rimanda alla grande crisi delle “edicole” dei giornali “entità democratica ed economica sempre più marginale nella vita di tutti i giorni” con i quotidiani che si acquistano “sempre di meno”.
La chiusura di una libreria è sempre una perdita per una città. La chiusura di Odradek è una ferita, visto che aveva aperto i battenti 25 anni fa per “contribuire alla costruzione di una città diversa, soprattutto nei Rioni antichi di Roma”. Che si stanno, invece, completamente disumanizzando, per i motivi di cui sopra, al punto da rendere invisibile la loro intrinseca bellezza.
La Città eterna, se prosegue nello stato attuale, rischia di capovolgere il famoso assioma: la sua bellezza potrebbe non bastare a salvarla.

