La scienza britannica dice si all’Europa

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La scienza britannica è contraria all’uscita del proprio paese dalla Comunità Europea e non ha esitato a far sentire la sua voce, scrivendo una lettera aperta al Times dove, oltre ad esprimere la sua ferma posizione contro la Brexit, ne spiega i motivi.

La lettera firmata da centocinquanta illustri scienziati, membri della Royal Society, capitanati da Stephen Hawking, astro- fisico di fama mondiale, afferma chiaramente che la Brexit “sarebbe un disastro” per la scienza e per la ricerca britannica. Leggiamo nella pubblicazione: ”Oggi noi reclutiamo molti dei nostri migliori ricercatori in Europa continentale, inclusi i più giovani che hanno potuto godere di borse di studio Ue e hanno scelto di trasferirsi qui. Se il Regno Unito se ne andasse e vi fossero restrizioni alla libertà di movimento degli scienziati fra Gran Bretagna ed Europa, per la scienza e le università britanniche sarebbe il disastro”.

Con il termine Brexit (composizione da british ed exit) s’indica la possibilità della Gran Bretagna di uscire dall’Unione Europea, per volontà di alcuni partiti conservatori britannici, tra i quali primeggia l’UK Independence Party (UKIP), che tanti consensi ha raccolto alle ultime elezioni europee. Partito populista, l’UKIP, fortemente antieuropeo e anti-emigranti, ha portato il governo a indire un referendum che si terrà il 23 giugno 2016, quando il popolo britannico sarà chiamato a decidere la permanenza o meno della Gran Bretagna nell’EU.

La Gran Bretagna pur essendo stata sempre critica nei confronti dell’Unione – non ha adottato la sua moneta unica, l’euro – man mano che si avvicina la data del referendum, sembra essere in difficoltà nei confronti dell’eventualità di abbandonare l’Europa.

David Cameron, primo ministro inglese, pur essendo un esponente conservatore, ha recentemente dichiarato che pur non amando Bruxelles, chiederà ai britannici di votare a favore della permanenza in Europa, perché lasciarla, minaccerebbe la sicurezza economica e nazionale. Dello stesso parere George Osborne, ministro delle finanze, per il quale il futuro della Gran Bretagna fuori dall’Europa sarebbe “un salto nel buio”.  Vanno ricordati inoltre i tanti esponenti della City che si sono già schierati a favore del sì.

La Gran Bretagna ha bisogno dell’Europa, così come l’Europa ha bisogno della Gran Bretagna, come ricorda Catherine Mann, capo economista dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), quando afferma che il distacco da Bruxelles, sarebbe negativo per la Gran Bretagna, per il continente europeo e per l’economia globale.

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