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AIFA. Sperimentazioni e accesso ai farmaci contro COVID-19

Imperversano sui media (non solo su Internet e sui social) i consigli di esperti o sedicenti tali che raccomandano l’uso di farmaci off label per combattere COVID-19, quando sui farmaci e sulla loro efficacia, questione serissima soprattutto in situazioni di emergenza, bisogna rigorosamente attenersi alle fonti scientifiche ufficiali . Per questo riportiamo la nota dell’AIFA che elenca l’accesso ai farmaci (somministrati dai medici) e le sperimentazioni in corso in Italia

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AIFA. Al via la sperimentazione del tocilizumab per il trattamento di Covid-19

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha annunciato l’autorizzazione e l’avvio allo studio TOCIVID-19 che valuterà l’efficacia e la sicurezza del farmaco tocilizumab nel trattamento della polmonite in corso di COVID-19, usato nei casi più severi con buoni esiti in Italia dall’Istituto Pascale di Napoli, confrontandosi con l’altrettanto positiva esperienza cinese

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L’Aifa approva la rimborsabilità del nuovo trattamento contro la psoriasi

L’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) approva la rimborsabilità di Skyrizi, il trattamento per la psoriasi a placche da moderata a lieve per i pazienti adulti candidati alla terapia sistemica. La Commissione Europea aveva autorizzato il farmaco nell’aprile 2019 dopo aver verificato i risultati di 4 studi clinici su oltre 2mila pazienti

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Malattie rare. Presentazione del V Rapporto MonitoRAre

“Quando si entra nel mondo delle malattie rare, non si lascia più; questa è la nostra grande forza. La costruzione di un linguaggio comune, la condivisione di esperienze attraverso tavoli di lavoro che ci caratterizza nella nostra unicità e diversità”. A parlare, Annalisa Scopinaro, presidente UNIAMO, Federazione Italiana delle Malattie Rare” in occasione della Presentazione V Rapporto Monitorare, presso Palazzo Madama a Roma

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Alzheimer. Progetto Interceptor, prevenire per curare

Fra il 2018 e il 2025 terminerà la sperimentazioni di oltre 50 nuovi farmaci per l’Alzheimer. Ma saranno in grado di rallentare o arrestare la malattia soltanto se somministrati ai pazienti con lievi compromissioni del sistema cognitivo. Per questo la salvaguardia scientifica punta sulla diagnosi precoce e sull’intervento farmacologico ai primi sintomi della malattia, per frenarne, quanto prima, il processo degenerativo neuronale