PRIMAvera. Sconfiggere la degenerazione maculare senile
PRIMAvera, progetto internazionale retina artificiale -In contemporanea con The New England journal of medicine, il Congresso dell’American Academy of Ophthalmology 2025 – svoltosi ad Orlando -, ha confermato i risultati positivi prodotti dalla retina artificiale per le persone anziane colpite dall’atrofia geografica (GA), dovuta alla degenerazione maculare senile (AMD).
Nello studio clinico riportato dalla rivista medico – scientifica britannica, leggiamo che dei 38 partecipanti non vedenti ai quali, in fase sperimentale, è stato applicato limpianto PRIMA un anno fa, 32 sono tornate a vedere parzialmente. Dei 5 partecipanti non valutati, 3 sono deceduti, 1 si è ritirato e 2 non erano disponibili per il test.
PRIMA (acronimo per Fotovoltaic Retina Implant Microarray – Impianto fotovoltaico sottoretinico) combina l’impianto sottoretinico (un minuscolo wireless si 2×2 mm) con occhiali che – muniti di un’ altrettanto piccolissima fotocamera, proiettano luce nel vicino infrarosso sull’impianto, ripristinando la vista nelle aree di atrofia retinica centrale. Si applica alla retina del paziente con un intervento non invasivo con anestesia locale.
Ripristino della visione centrale e miglioramento dell’acuità visiva
Ai 32 pazienti ciechi, l’impianto, dopo 12 mesi, permette di leggere sequenze di lettere del tabellone di misurazione oculistico, con un miglioramento clinico dell’acuità visiva che va – in media – dalle 4-5 righe alle 11 – 12 nei casi migliori.
Pertanto le conclusioni dello studio confermano il ripristino della visione centrale e un miglioramento significativo dell’acuità visiva dal basale al 12° mese.
PRIMAvera. Progetto e consorzio internazionale
I risultati del trial clinico riportati sono ritenuti ‘ i preliminari’ del progetto internazionale di vasta portata PRIMAvera che in Italia vede coinvolti nel consorzio scientifico, il Presidio Britannico dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata e l’Università Tor Vergata. Appartiene a questo ateneo come ricercatore del Dipartimento di Medicina Sperimentale, Andrea Cusumano, direttore scientifico del consorzio e che ha avviato il trial italiano.
PRIMA, infatti, è stato applicato a persone di età dai 60 anni in su, in 17 sedi dei seguenti 5 Paesi europei: Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito.
Andrea Cusumano ha presentato i dati italiani del progetto nel corso del citato congresso statunitense.
Sviluppi futuri
L’atrofia geografica dovuta alla degenerazione maculare legata all’età (AMD) è la principale causa di cecità irreversibile e colpisce oltre 5 milioni di persone in tutto il mondo.
La stessa tecnologia in futuro potrebbe essere estesa anche ad altre malattie retiniche come la retiniti pigmentosa. Aumentando di molto la platea dei beneficiari.
Il nome del progetto PRIMAvera, assegnato al progetto, è di ottimo auspicio
