Archeologia. Il palazzo delle tasse nella Gerusalemme del Regno di Giuda

A Gerusalemme, a 3 chilometri fuori dalla Città Vecchia e vicino all’Ambasciata degli Usa, sono stati rinvenuti i resti di un grande edificio il quale, secondo i direttori degli scavi Neri Sapir e Nathan Ben-Ari, rappresentano “una delle scoperte più significative degli ultimi anni concernenti il periodo dei re di Gerusalemme: eccezionale sia in termini di dimensioni che per lo stile architettonico e che testimoniano come l’attività governativa controllava e distribuiva le scorte di cibo e amministrava gli eccessi di produzione agricola accatastando derrate e beni”.

Il tempo cui si riferiscono gli archeologi riguardano i regni di Ezechia e Manasse, corrispondenti al periodo che va dall’VIII alla metà del VII secolo a.C.

Durante i lavori archeologici sono state ritrovati 120 manici di anfore e circa 100 sigilli incisi su ceramiche, databili 2700 anni fa e che raffigurano una delle maggiori collezioni di sigilli del Regno di Giuda sinora ritrovate.

Questi sigilli, che si vanno ad aggiungere agli oltre 2mila scoperti in precedenza, scrive Amanda Borschel-Dan su timesofisrael.com consentono agli studiosi “di ripensare i sistemi amministrativi e di riscossione delle imposte” e di avviare  una riflessione sull’organizzazione complessiva del regno israelita al tempo del Primo Tempio di Gerusalemme.

Infatti, i  manici delle anfore riportano in calce le lettere in ebraico LMLK,’LamMeLeKh’ che significa l’appartenenza al re, a indicare che i prodotti alimentari conservati nelle anfore erano stati concessi al sovrano della Giudea, mentre altri simboli riprodotti, come l’aquila in volo o un disco solare o il nome di una delle 4 città del Regno di Giuda, testimoniano come l’antico palazzo fungeva, appunto, da deposito e centro fiscale.

Nel sito – scrive ancora temeofisrael – è stata anche scoperta una raccolta di quelli che sembrano essere idoli di argilla e secondo Sapir e Ben-Ari si tratta di “alcune figure di donne, cavalieri o animali, generalmente interpretate come oggetti usati nel culto e nell’idolatria pagana, un fenomeno che, secondo la Bibbia, era prevalente nel Regno di Giuda”.

I resti sono stati rinvenuti durante la costruzione di nuovo complesso edile, nel quartiere di Arnona. Gli scavi sono stati condotti da Israel Antiquities Authority (IAA) e finanziati da Land Corporation.

I Re di Giuda hanno regnato sul Regno di Giuda che si costituì dopo la morte del re Salomone (933 a. C. circa), quando il Regno di Giuda e Israele si divise in 2 autonomie: il Regno di Israele nel Nord della Palestina, formato dalla maggior parte delle 12 tribù ebraiche e il Regno di Giuda nel Sud che comprendeva il territorio delle tribù di Giuda, di Simeone e molti membri delle tribù di Beniamino e di Levi.

L’epicentro del Regno di Giuda era la capitale Gerusalemme e il suo tempio e i re appartenevano alla dinastia davidica. Venne distrutto nel 587 a.C. quando il re babilonese Nabucodonosor II conquistò Gerusalemme e deportò la gran parte della popolazione ebraica sia gli israeliani sia i giudei, i primi condotti in Assiria, i secondi a Babilonia, fu l’inizio della diaspora ebraica.

La storia del Regno è riportata soprattutto dalla Bibbia, ma sono sempre di più le testimonianze ricavate, oltre che dai testi letterari, dai ritrovamenti archeologici.

 

 

Immagini: 1 – 2) Gerusalemme, gli scavi che hanno portato alla luce i resti dei quello che probabilmente è stato il palazzo delle tasse del regno israelita al tempo del Primo Tempio di Gerusalemme. Photo tratte da timeofisrael.com

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Una risposta

  1. Luciano LUPATI ha detto:

    Stupenda scoperta che ripropone i confini dì una civiltà già avanzata.
    Io sono stato molto a Palmira ed ho conosciuto il sovrintendente poi ucciso dall’isis con cui chiaccherate era affascinante.

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