Beok! L’app del vivere positivo

In Europa l’obesità coinvolge circa il 20% della popolazione, ma ci sono stime che proiettano un’incidenza fino al 50% entro il 2030. Già oggi causa ogni anno circa 350.000 morti premature, con un costo annuo, tra cure e mancata produttività, di circa 70 miliardi l’anno.

In Italia si stima siano circa 6 milioni le persone affette da obesità, il 10% della popolazione. Di questi circa 300.000 sono quelli con BMI (Indice di massa corporea) superiore a 40, ossia i pazienti più gravi. Ma se sommiamo altre complicanze, come ad esempio il diabete, la quota di persone portatrici di obesità in forma grave è di circa un milione.

Sono i numeri citati stamane durante una conferenza stampa online, nella quale sono state presentate due iniziative – una app e uno spot sociale – che fanno parte di una campagna informativa rivolta alle persone con obesità lanciata in occasione del World Obesity Day, la Giornata Mondiale dell’Obesità che si celebra ogni 4 marzo, dal 2019.

L’ app e i suoi contenuti

Suggerimenti per fare la spesa in modo corretto, presentare i piatti in modo che le porzioni sembrino più abbondanti, rendere meno duraturo e “psicologicamente vincolante” il soggiorno in cucina. Ed ancora: consigli su come gestire la percezione positiva di sé stessi, impostare e perseguire obiettivi. Insomma: consigli su come “vivere positivo”.

Questi e molti altri sono i contenuti dell’ appBEOK! – Path to fight obesity’, l’applicazione digitale creata con l’obiettivo di aiutare in modo continuativo le persone con obesità a migliorare il proprio stile di vita.

La app, che sarà scaricabile su tutti gli smartphone e i tablet, fornisce una guida e un supporto continuo, tramite attività specifiche, per migliorare lo stile di vita e raggiungere così un miglior benessere. Un team di consulenti specializzati ha creato una serie di video che affrontano la vita quotidiana sotto molteplici aspetti: tutorial di ginnastica dolce e yoga; video motivazionali che aiutano a migliorare la propria positività; trucchi e astuzie per migliorare la propria dieta con gli alimenti più salutari, come cuocerli e servirli; consigli pratici per migliorare la qualità del sonno.

Accanto a questi aspetti pratici che investono la vita quotidiana, la app aiuta ad inquadrare l’obesità come malattia che investe sia aspetti fisici che psicologici, per aiutare il paziente a prendere coscienza della propria condizione.

Oltre alla app BEOK!, fa parte dell’iniziativa anche uno spot sociale in corso di creazione, che uscirà sulle tv nazionali.

Le due iniziative – app e spot – fanno parte di una campagna informativa rivolta alle persone con obesità presentata oggi in Conferenza Stampa digitale, di fronte ad un gruppo selezionato di giornalisti di settore. L’idea trae ispirazione dalla mozione parlamentare bipartisan (mozione Pella) approvata nel 2019 che impegna il Governo a riconoscere l’obesità come malattia cronica e ad avviare una serie di azioni sociali, educative e informative.

Video e tutorial per vivere meglio

La app “BEOK!”, ha spiegato Maria Chiara Fontanella di DueCi Promotion, è strutturata per mantenere una fedeltà di utilizzo, con una serie di lezioni a puntate, che saranno ulteriormente implementate nel tempo. In una prima fase sono presenti video tutorial riguardanti:

Coaching motivazionale, centrato in particolare sulla ricerca della positività e la gestione della negatività

Personal training, con una lunga serie di esercizi pensati per essere eseguiti facilmente dalle persone con obesità

Attività olistica, comprendenti semplici esercizi di yoga, respirazione, ricerca dell’equilibrio interiore, gestione dello stress

Trucchi ed astuzie, basati sulla spiegazione della psicologia umana e degli inganni della mente, su come fare la spesa, porzionare i piatti, gestire la cucina

Come gestire la fame emotiva

Impostare una dieta, e quali sono le insidie psicologiche che spesso la fanno fallire

Qualità del sonno

Obesità: una cronicità complessa

“Il fatto che le persone con obesità tendano a mangiare di più quando sono esposte al cibo è un sintomo dell’obesità, e non la sua causa”, ha detto Luca Busetto (professore Associato di Medicina Interna presso il Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova) nel corso della conferenza stampa – .Questo perché l’obesità è riconosciuta come una malattia cronica complessa, sostenuta da meccanismi biologici complessi e profondi: fattori genetici e ambientali, qualità del cibo, sedentarietà, qualità del sonno, stress, alcuni farmaci e altro ancora, concorrono nel causare alterazioni dei nostri sistemi di regolazione del nostro comportamento alimentare e della spesa energetica, causando una tendenza a mangiare di più e conseguentemente un aumento del peso”.

Una malattia complessa, dunque, che non è percepita come tale dall’opinione pubblica. “Persino nei pazienti stessi e addirittura, in alcuni casi, nei medici che li seguono – ha rivelato Busetto – prevale una narrazione semplicistica dell’obesità: per loro è semplicemente conseguenza di abitudini alimentari e stili di vita errati”. Questo approccio, oltre a non funzionare dal punto di vista terapeutico, è alla base dello stigma dell’obesità. La persona con obesità è ritenuta responsabile della sua malattia, e molti pensano che sia sufficiente dirgli “mangia meno e muoviti di più” per risolvere il problema.

Curare l’obesità è difficile, e modificare lo stile di vita può non essere sufficiente, perché servono in molti casi terapie farmacologiche o chirurgiche, ma adottare uno stile di vita più sano è comunque importante, se non altro per prevenire un ulteriore aumento di peso, per mantenere la perdita di peso e mantenere un buono stato di forma cardio-vascolare e metabolica.

Partendo da questo scenario, Diego Foschi (professore Ordinario di Chirurgia Generale, Ospedale San Giuseppe IRCCS MultiMedica Università di Milano) ha riportato i numeri degli interventi di chirurgia bariatrica, che sono triplicati tra il 2008 e il 2018: solo con i dati raccolti dalla Sicob (Società italiana di Chirurgia dell’Obesità), si passa da circa 6.000 interventi del 2008 ad oltre 18.000 nel 2018. Poi è arrivata la pandemia da Covid che ha causato un crollo del 30% degli interventi nel 2020 rispetto al 2019. La situazione sanitaria – ha spiegato Foschi – ha in molti casi bloccato il rapporto tra specialisti e pazienti, e questi ultimi si sono trovati senza assistenza, anche a causa degli ostacoli fisici a raggiungere gli specialisti.

I dati sulla sopravvivenza dimostrano che “la chirurgia ha successo se integrata in un approccio multidisciplinare tra pazienti e specialisti, che consenta di sfruttare al meglio i meccanismi d’azione dell’intervento chirurgico. Per questo – ha concluso Foschi – ben vengano strumenti digitali come la app che viene presentata oggi, che consentano di superare le barriere fisiche di contatto tra pazienti e chi li cura e ai pazienti stessi di perseguire un migliore stile di vita.

Infine, va ricordato che l’ app è stata sviluppata da Medtronic  con il patrocinio delle associazioni di pazienti: ASCOP – Associazione Sarda Contro l’Obesità Patologica; Fiocchetto Verde; MPO – Associazione Mai Più Obesi; Small – Mai più obesi.

Condividi:

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.