Madonna, che silenzio c’è stasera!
Gli spazi delle Manifatture Digitali Cinema di Prato saranno intitolati a Francesco Nuti, celebre attore, regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e cantante la cui morte è passata quasi inosservata essendo coincisa con quella di Silvio Berlusconi che ha calamitato l’attenzione generale, il 12 giugno 2023.
Nuti a Prato ci era nato e il Comune, all’indomani dei suoi funerali svoltesi in forma privata il 15 giugno, ha proclamato il giorno il lutto cittadino e il 22 lo ha commemorato nel corso del Consiglio Comunale: ancora nel disinteresse del resto d’Italia, per la stessa ragione di cui sopra.
Nell’annunciare la decisione di dedicare le Manifatture Digitali a Francesco Nuti il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, ha ricordato l’artista come “ambasciatore e simbolo (della città, ndr), con la sua delicata comicità, la sua voce inconfondibile e i suoi occhi profondi. È stato capace di portare sul grande schermo la Prato del lavoro, della spola che batte e della lupa, con quella poesia che solo lui aveva. Un campione vero, un uomo e un attore mai caduto nell’oblio anche nei momenti più difficili e che Prato e la Toscana ricorderanno così, dedicando a lui uno dei luoghi più belli e significativi per il cinema e per la città. Un’intitolazione direi naturale, per chi ci ha dato tante emozioni”.
Francesco Nuti, artista a tutto tondo
Nato nel 1955, Francesco Nuti divenne noto al grande pubblico con il trio cabarettistico dei Giancattivi – accanto ad Alessandro Benvenuti e Athina Cenci, in sostituzione di Antonio Catalano – partecipando alla fortunata trasmissione di Rai 1, Non Stop, che nel corso delle 3 edizioni in onda (1977 – 1979) fu trampolino di lancio per artisti del calibro di Carlo Verdone e di Massimo Troisi (anche lui parte del trio La smorfia, con Lello Arena e Enzo De Caro), tanto per fare dei nomi.
Con la regia dello stesso Benvenuti i Giancattivi esordiscono al cinema nel 1982 con il film Ad ovest di Paperino.
Ma Francesco Nuti è già pronto per una carriera in solitaria come sceneggiatore e interprete in Madonna che silenzio c’è stasera (1982), Io, Chiara e lo Scuro e Son contento (1983), diretti da Maurizio Ponzi e che consacrano Nuti come attore di talento, vincitore di molti premi.
A metà degli anni Ottanta e senza abbandonare l’attività attoriale, Nuti passa dietro la macchina da presa, realizzando Casablanca, Casablanca, con il quale ottiene il riconoscimento del Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián di Miglior Regista Esordiente.
Prosegue con altri riuscitissimi titoli fino a metà degli anni Novanta; poi seguiranno altri, comunque buoni ma non paragonabili al successo, anche di pubblico, degli anni precedenti.
Catturato da una severa depressione che lo porta a un uso smodato di alcool, il 3 settembre del 2006 un incidente domestico gli procura un ematoma ed entra in coma. Ne uscirà vivo ma paralizzato e privo dell’uso della parola. I danni neurologici si riveleranno irreparabili.
Nel 2019 gli viene assegnato il Premio Vincenzo Crocitti Alla carriera, sarà ritirato dalla figlia Ginevra.
Il 12 giugno 2023, a 68 anni, si spegne in una clinica romana.
Oltre i film, di lui ci parla la biografia Sono un bravo ragazzo, scritta dal fratello Giovanni e questa meritatissima intitolazione dei laboratori del cinema e dell’audiovisivo di Prato e Pisa.
Tanto per diradare quel biasimevole silenzio (Madonna …!penserà il Nostro da lassù) che c’è dal giorno della sua scomparsa.
Immagine: Francesco Muti, tratta dal sito Manifatture Digitali del Cinema
