La (in)sostenibile passione per le serie Tv

Ormai guardare le serie Tv è divenuto un corollario comune al nostro quotidiano esistere.  Si tratta di un esercizio che contempla una certa metodica di fruizione.

Prima di tutto, al di là del titolo e del genere pre-diletto, questa pratica richiede allo spettatore medio una indiscussa assiduità, una solida costanza necessaria per concentrarsi in maniera critica e disinvolta.

In effetti, sembrerebbe che  il concatenarsi degli avvenimenti, nonché lo sviluppo psicologico dei personaggi dai mille volti, richieda una spregiudicata attenzione. L’erogazione, infatti,  di una fiumana di personalità in fieri, impone un percorso analitico ben strutturato che tuttavia  non conduce sempre alle medesime valutazioni. La molteplicità dei punti di vista contro la rigidità del pensiero.

Parimenti,  elemento cardine del decano del buon saggiatore di serie è quell’ impervia  fatica che mai deve mancare. Quindi,  impegno  e diletto coordinano  organigramma dei fattori stimolo, elementi  che imprimono alla degustazione continua della pellicola un certo rigore. Si consiglia  come sempre ai più diligenti di non esagerare, pena la tolleranza e l’assuefazione, le pecore nere di ogni dipendenza.

Indubbiamente, la fenomenologia delle serie è assai articolata e nasconde in sé una serie, appunto, di mutamenti quasi antropologici dell’essere spettatore. In prima battuta, chi desidera gustare  una bella storia fatta di suspense e imprevisti, lo può fare in un sol colpo.  Cancellato, dunque, lo spettro dell’attesa, (una forma di suspense?) inutile perdita di tempo. Sicché, è ormai un’ abitudine conclamata  guardare un numero indefinito di puntate, magistralmente scaricate dal web.  Tutto e subito. Nel villaggio del web il popolo dei visionari delle serie ha dinnanzi una retta in-finita di punti o puntate.

E questo tempo  dedicato alla fruizione, a detta degli esperti, sarebbe ben speso, vista la qualità  narrativa lasciata a mani esperte di sceneggiatori  eccellenti, noti registi e altrettanto famosi attori. Innegabile, il fatto che molte di queste serie debbano  il loro successo alla partecipazione conclamata di interpreti da red carpet. Ingegni prestati ad una nuova arte che sembrerebbe andare oltre il cinema e le sue memorabili prove d’autore. Alcune serie addirittura prendono le mosse da pellicole di successo come dimostra il clamore  seguito da Gomorra, le puntate nate dall’omonimo film. Un’ eco che varca i confini nazionali e diffonde le gesta della malavita organizzata, italiche maestrie.

Le tematiche sono le più svariate: mariti che dichiarano la loro omosessualità con un magistrale colpo di scena che dà l’avvio all’intera vicenda; intelligenze artificiali  sofisticate a tal punto da mostrare afflati emotivi che pongono questioni di etica; crimini possibili e perciò prevedibili. Tutte storie che fanno riflettere.

C’ e chi preferisce vedere la propria serie da solo, in completa autonomia; chi invece predilige la contemplazione in compagnia di amici, parenti, affetti stretti di vecchio e nuovo stampo. La famiglia allargata amplia le proprie possibilità di intrecciare rapporti su interessi comuni. Comunque le si guardino,  sembra che distintiva sia la passione, il vero ardore con cui si approccia alla fruizione. In tal senso  si mostrerebbe fondamentale anche prestabilire lo strumento di visione:  pc, schermo della tv, cellulare, tante facce di una medesima medaglia.

Ma questa ossessione per le serie mina le libere uscite, un tempo conquista faticosa contro un codice di famiglia, difficile da sradicare? Davvero si rinuncia ai divertimenti del branco  per trascorrere il proprio tempo libero davanti a lunghe stagioni di serie ‘televisive’?

In realtà, il bivio si fa meno stringente da quando esiste lo streaming. Via ogni pensiero antitetico, non e’ necessario né rinunciare al divago nel mondo reale né mettere una pietra sopra l’agognata puntata della fiction preferita.  La libertà di scelta si fa assoluta, l’era dell’ io-guardo, spiazza l’io-penso kantiano, un vecchio caposaldo della filosofia moderna.

Ecco che  seguire costantemente delle serie crea e rinsalda una sorta di legame affettivo con personaggi,  e con le loro personali vicende; un intrinseco circolo della fiducia a cui con difficoltà si rinuncia. Di certo in un mondo ricolmo di brutture di ogni genere, fondamentale diviene tessere la propria coperta di Linus, che difende. Così nelle calde mura domestiche stanziamo in quella zona di confort per usufruire di anestesie esistenziali. La sostanza delle serie? Placare o eccitare…

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