Web. La digitalizzazione degli atti della strage della stazione di Bologna

Il 2 agosto 2020 saranno trascorsi 40 anni dalla strage della Stazione di Bologna, l’attentato terroristico che costò la vita a 85 persone, mentre oltre 200 rimasero ferite.  La ricerca della verità sui colpevoli non è ancora giunta alla sua fase finale, così come rimangono nell’ombra molti dei fatti degli Anni di Piombo italiani, ossia della stagione terroristica iniziata nel 1969 con la Strage di Piazza Fontana a Milano e, terminatosi, per alcuni storici, all’inizio degli anni Ottanta del Novecento.

Dopo un lungo lavoro si è conclusa la digitalizzazione di tutti i fascicoli processuali riguardanti gli avvenimenti del terrorismo, dell’eversione e dello stragismo giudicati dalla Corte d’Assise di Bologna, dal 1971 in poi.

Tra gli atti informatizzati quelli relativi alla strage della Stazione di Bologna e dell’attentato al treno Italicus avvenuto nel 1974 mentre, diretto a Monaco di Baviera, passava per San Benedetto Val di Sambro: i morti furono 12 morti e 48 feriti.

Sette anni di lavoro terminato nel 2018 per digitalizzare oltre 1000 faldoni per un totale di 700mila pagine di documenti processuali, frutto del lavoro congiunto del Tribunale e dell’Archivio di Stato di Bologna, con il supporto della Regione Emilia Romagna e dell’Istituto per i beni artistici culturali e naturali (IBC) e con il contributo dei volontari dell’Auser, dell’Associazione Vittime della strage di Bologna, l’Archivio Casa della Memoria e il Centro documentazione Archivio Flamigli.

Tali documenti (i cui file digitali sono conservati presso il ParEr – Polo archivistico dell’Emilia Romagna), essendo ancora sensibili alla protezione dei dati personali, non sono al momento accessibili online e la consultazione è limitata agli utenti abilitati da una postazione informatica certificata presso l’Archivio di Stato di Bologna.  Naturalmente i magistrati che seguono le nuove indagini sulla strage di Bologna, nata dai dossier presentati dall’Associazione dei familiari delle vittime, hanno la possibilità di accedere direttamente ai file digitalizzati.

Il progetto di digitalizzazione rientra nel più ampio progetto nazionale Archivi per non dimenticare, volto alla ricostruzione e conservazione della storia e della memoria collettiva.

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