Per Patrick Zaki. Pensieri, parole e musica

L’8 febbraio sarà la giornata di Patrick Zaki, il giovane egiziano, studente di dottorato della bolognese Alma Mater, ma in carcere nel suo paese dal 7 febbraio 2020, arrestato all’aeroporto del Cairo con l’accusa di propaganda sovversiva; il giorno dopo fu formalizzato l’arresto.

L’Alma Mater

Il primo appuntamento sarà proprio con l’Università di Bologna che dalle 9.30 trasmetterà on line dai propri canali digitali (Facebook e YouTube Unibo) l’evento incentrato sulla presentazione al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di tutti gli studenti, docenti e cittadini, comprese le città italiane che hanno conferito a Zaki la cittadinanza onoraria, che hanno a cuore il destino del giovane egiziano. Inaugurerà l’evento l’intervento di Francesco Ubertini, rettore dell’Alma Mater, seguiranno quelli di Virginio Merola, sindaco di Bologna e di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, poi 3 studenti che leggeranno alcune delle mail che da tutta Italia sono state inviate a Zaki mentre l’artista Gianluca Costantini, autore della sagoma ormai nota, creerà un disegno che simbolicamente unirà gli studenti al giovane egiziano.

Voci per Patrick, la maratona musicale

Dalle ore 12.00 (e fino mezzanotte) seguirà la maratona musicale, Voci per Patrick, alla quale parteciperanno moltissimi cantanti, organizzata da Amnesty International, Mei (Meeting delle etichette indipendenti) e Voci per la libertà l’8 febbraio, visibile sui vari canali digitale tra i quali quelli dell’Università e del Comune di Bologna, di Free Patrick, del Movimento Napoli Capitale e della Scuola di Musica Popolare di Donna Olimpia di Roma.

Dicono gli organizzatori: “Crediamo che Patrick Zaki sia un prigioniero di coscienza, detenuto esclusivamente per il suo lavoro per i diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media. Dedichiamo questa iniziativa a tutti i prigionieri di coscienza che sono stati rapiti, torturati, scomparsi e detenuti illegalmente. E a tutte quelle giovani donne e uomini che viaggiano per il mondo per studiare, ricercare, condividere e costruire una società migliore”.

Il contest internazionale 

I manifesti vincitori del concorso internazionale Free Patrick Zaki, prisoner of con conscience, annunciati e presentati il 6 febbraio dai canali dell’Università, saranno affissi in giro per l’Italia.

“Per questa edizione speciale del concorso internazionale di comunicazione sociale Poster For Tomorrow – comunica Unibo – sono stati ideati, realizzati e candidati oltre 900 poster da quasi 50 Paesi in tutto il mondo”.

Il contest è stato ideato da Amnesty International Italia e dal festival salentino Conversazioni sul futuro dell’associazione Diffondiamo idee di valore, in collaborazione con il Festival dei Diritti Umani di Milano.

Di rinvio in rinvio

Patrick Zaki, 29 anni compiuti in carcere, dopo la vacanza – per la quale era tornato in Egitto – avrebbe iniziato il 2° semestre di studi del Master europeo GEMMA in Studi di genere e delle donne che frequentava da settembre 2019 grazie alla borsa di studio Erasmus Mundus, che aveva ottenuto dopo aver superato la selezione di quasi 600 studenti di tutto il mondo.

Da quando è stato arrestato Patrick attende nel carcere di Tora l’esito della sentenza, che va di rinvio in rinvio (l’ultimo è di queste ore) che deciderà il suo futuro. Secondo la legge egiziana, la custodia cautelare può durare fino a 2 anni.

In uno dei messaggi inviati dalla prigione Zaki ha scritto: “Fatemi uscire il prima possibile da qui, voglio tornare all’università a studiare. Mi mancano casa, famiglia, gli amici, gli studi e vorrei che tutto questo finisse”.

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