Taggato: lingua italiana

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Come scusa? Non ti followo

In occasione della XXII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo dedicata alla rapporto dei giovani con l’idioma l’e-book ‘Come scusa? Non ti followo’. Chi indovina cosa significa?

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Mundi. La lingua del bel paese dove il sì suona nel mondo

Prossima inaugurazione di 2 sale di Mundi, il Museo della lingua italiana in allestimento presso l’ex monastero della Santissima Concezione, all’interno del complesso di Santa Maria Novella a Firenze. Quando sarà completato occuperà oltre 2mila metri quadrati con la storia passata e presente della nostra lingua con l’intenzione non di musealizzarla ma di rafforzare la sua malia di 4° lingua più studiata al mondo

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Scuola. L’italiano, lingua straniera nelle scuole georgiane

L’italiano, inserito come lingua straniera nelle scuole georgiane, vede un numero crescente di studenti di italiano nel Paese dell’est d’Europa. Il dato emerge dall’incontro avvenuto tra i rispettivi ministri dell’istruzione che hanno auspicato una maggiore collaborazione nei campi dell’Istruzione e Formazione professionale e lo sviluppo di scambi tra studenti e docenti nell’ambito del programma Erasmus+. Scambio di informazioni sulle azioni a supporto degli studenti ucraini

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Come rendere l’italiano una lingua inclusiva

“L’italiano si può rendere più inclusivo, ma le proposte per farlo devono rispettare le regole del sistema lingua, altrimenti la comunicazione non si realizza e la lingua non funziona” sostiene Cecilia Robustelli, linguistica dell’Unimore e collaboratrice della Crusca, sulla questione ‘schwa‘, la piccola ‘e’ rovesciata che si vorrebbe aggiungere o sostituire alle desinenze italiane per includere tutti i sessi e le identità di genere

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Dizionario delle alternative agli anglicismi. Perché action movie e non film d’azione?

Tra le 8 competenze chiavi europee, la prima è la comunicazione nella madrelingua (dal 2018, rimodulata in “competenza alfabetica funzionale”), traguardo di competenza nella scuola e nella vita. Il Dizionario delle alternative agli anglicismi” ci propone un’interessante operazione di sano multiculturalismo