Riprogrammazione epigenetica. Si parte con i test umani
Possiamo riportare indietro l’orologio biologico? In altre parole, è possibile ringiovanire? O, più realisticamente, rallentare l’invecchiamento e aumentare la longevità? La risposta, sebbene inizialmente controversa, potrebbe arrivare prima del previsto: come riporta il magazine del Massachusetts Institute of Technology, presto prenderà il via il primo test sull’uomo di un metodo di ringiovanimento.
La sperimentazione clinica di cui sopra consisterà nella pratica della cosiddetta ER-100: una tecnologia di riprogrammazione cellulare derivata dal tentativo di curare la cecità, che potrebbe invertire il processo di invecchiamento su volontari umani. L’approvazione della FDA per procedere con i test è arrivata il 27 gennaio 2026, come riportato dalla MIT Technology Review.
ER-100. Riportare le cellule a uno stato sano
ER-100 è stata elaborata dalla Life Biosciences, una start – up di Boston, co-fondata dal biologo, professore presso il Dipartimento di Genetica della Harvard Medical School, David Sinclair, famoso per le sue ricerche sull’invecchiamento e sull’epigenetica.
La ricerca di Sinclair ha portato a risultati molto promettenti: primo fra tutti il ripristino della vista attraverso la “riprogrammazione “ossia riportare le cellule a uno stato sano”.
In un’intervista di un anno fa, il professore di Harvard l’ha spiegata così: “La teoria dell’informazione sull’invecchiamento prevede che ogni cellula del nostro corpo abbia una copia di backup delle informazioni per tornare giovane. Pensiamo che si tratti di informazioni epigenetiche e stiamo cercando dove siano immagazzinate. Ma abbiamo scoperto – pur senza sapere dove si trovi questa copia di backup delle informazioni – come attivarla, come reinstallare il software stesso”
“Innanzitutto, abbiamo dimostrato per la prima volta che potevamo invertire l’invecchiamento in un animale – ha proseguito Sinclair -. Poi abbiamo anche dimostrato che ciò portava a miglioramenti nella funzionalità nervosa e, nel caso di vecchiaia e glaucoma, a notevoli miglioramenti della vista”.
Ripristinare la vista. Aumentare la durata della vita
Sinclair e il suo team attraverso la riprogrammazione epigenetica è riuscito a invertire la perdita della vista nei topi e, nel 2025, su alcune scimmie e ha annunciato che, se la ricerca avesse continuato a dare risultati positivi, di curare il primo paziente cieco nell’agosto 2025.
Il successo riportato nel trattamento sui topi e con la collaborazione del laboratorio di George Church, secondo il genetista di Harvard sono riusciti a dimostrare “che anche la durata della vita dei topi può essere aumentata, il che significa che non è solo l’occhio a poter migliorare la salute, ma apparentemente l’intero animale. E quindi stiamo anche lavorando su modi per ringiovanire l’intero corpo”.
“Ora stiamo scoprendo che invertire l’età del cervello di un topo gli permette di imparare di nuovo e sembra persino recuperare i ricordi perduti e migliorare la memoria in un modello di malattia di Alzheimer, portandoci all’ipotesi che le malattie dell’invecchiamento, indipendentemente dalla loro natura, possano essere curate, o almeno trattate, ringiovanendo il corpo. E poi il corpo guarisce sé stesso”. – ha concluso Sinclair.
Il passaggio sul paziente
Avverte MIT Technology Review che la riprogrammazione è procedura assai complessa e non esente dal causare l’insorgenza di gravissimi effetti collaterali.
Ma le felici sperimentazioni sugli animali hanno suscitato grandi entusiasmi e grandi investimenti che permettono la prossima fase esperienziale sui pazienti.
La sperimentazione clinica di Fase 1 sull’uomo prevede, inizialmente il trattamento su circa 12 pazienti affetti da glaucoma, “Nei testi virus portatori di tre potenti geni riprogrammatori verranno iniettati in un occhio di ciascun paziente, secondo una descrizione pubblicata per la prima volta nel dicembre 2025.
Per garantire che il processo non si protragga troppo, i geni riprogrammati saranno sotto il controllo di uno speciale interruttore genetico che li attiverà solo mentre i pazienti assumono una bassa dose di antibiotico doxiciclina. Inizialmente, assumeranno l’antibiotico per circa due mesi, monitorandone gli effetti” si legge sulla rivista del MIT.
L’origine della procedura: i fattori di Yamanaka
La tecnologia si fonda su una scoperta premiata con il Nobel per la medicina nel 2012, secondo cui l’introduzione di pochi geni particolarmente potenti è in grado di riportare una cellula allo stato di cellula staminale, analogo a quello delle cellule presenti nelle prime fasi dello sviluppo embrionale, da cui derivano tutti i tipi di cellule specializzate.
Questi geni, noti come fattori di Yamanaka (dal medico giapponese Shinya Yamanaka), sono stati spesso paragonati a un vero e proprio “reset di fabbrica” delle cellule.
David Sinclair. Ricercatore e aggregatore di investimenti
Nato a Sydney nel 1969, David Sinclair, australiano – americano ha fatto dell’invecchiamento e della longevità lo scopo dei suoi studi. Laureato nella città natale in biochimica ha svolto un dottorato di ricerca in genetica molecolare sulla regolazione genica nel lievito che lo ha portato come ricercatore post-dottorato Leonard P. Guarente, professore del MIT (Massachusetts Institute of Technology) che studiava il lievito come modello di invecchiamento.
Prima della riprogrammazione epigenetica aveva insistito sulle le molecole sirtuine e del resveratrolo (quest’ultimo estratto dal vino, poi ampiamente impiegato nella cosmetica), come inconfutabilmente benefiche per una lunga vita.
Dalla sua biografia emerge una notevole capacità di attrarre e aggregare investimenti. Con la donazione di 5 milioni del filantropo Paul F. Glenn Sinclair ha fondato ad Harvard il Laboratori Paul F. Glenn per i meccanismi biologici dell’invecchiamento del quale è tuttora direttore.
Ha ottenuto finanziamenti per tutte le sue ricerche, dalle quali sono nate start-up o spin-off, non sempre con esiti brillanti, ai quali le riviste specializzate in medicina ed economia non hanno evitato critiche
Ma per la MIT Technology Review, David Sinclair è una star delle conferenze sulla longevità, per la quale riceve “compensi stratosferici” e conosciuto autore o coautore di bestseller, tra i quali il più famoso Lifespan: Why We Age – and Why We Don’t Have To – Lifespan (Perché invecchiamo e perché non dobbiamo farlo).
Immagine: David Sinclair, ricercatore e professore alla Harvard Medical School, autore della ricerca sulla riprogrammazione epigenetica – photo by wikipedia.org
