Ricavare l’acqua dall’aria. Per creare tempestivamente le condizioni di vita

Ricavare l’acqua dall’aria. È quanto assicurano che si possa ottenere un gruppo di scienziati del Politecnico di Praga, il ČVUT, con l’apparecchiatura da loro creata, la Solar Air Water Energy Resource (SAWER), che funziona a energia solare.

Il prototipo della creazione ha la capacità di produrre circa 100 libri d’acqua potabile al giorno in qualsiasi parte del mondo, incluso nel deserto. Installato a Sweihan (Emirati Arabi) a circa 70 chilometri di Abu Dhabi, secondo Tomas Matuska, ingegnere dell’Università ceca, non si tratta di un apparecchio “rivoluzionario” perché utilizza “dispositivi comuni nell’industria alimentare per deumidificare l’aria”.

Infatti, SAWER è formato da un essiccatore che accumula molecole d’acqua nelle sue pareti mentre un riscaldatore ad aria produce il vapore acqueo che unisce tali molecole e, mediante una convenzione di raffreddamento, raccoglie l’acqua.

Due contenitori, dunque, atti, rispettivamente, a contenere l’unità di produzione, incluse le attrezzature per il trattamento dell’acqua distillata per renderla potabile e ad accogliere gli accumulatori che regolano il processo di riscaldamento e raffreddamento, nonché i sistemi di controllo dell’energia alimentati dal pannello fotovoltaico PVT, i cui moduli sono posizionati sopra i contenitori.

Facile anche la manutenzione del sistema, che richiede il cambio dei filtri dell’aria, lo svuotamento del bidone dell’acqua e la pulizia dei collettori dei pannelli fotovoltaici.

Apparecchio mobile, SAWER è stato concepito con l’obiettivo di creare tempestivamente le condizioni di vita là dove non esistono e/o per facilitare il lavoro delle missioni civili o militari nei luoghi che richiedono una fonte d’acqua di emergenza.

La permanenza dell’apparecchio ad Abu Dhabi per 6 mesi servirà a testarlo: osservando attentamente il comportamento del prototipo, l’equipe ceca raccoglierà i dati nelle stagioni estiva, autunnale e invernale, per confrontarli con le prove realizzate in laboratorio.

Più delicato il discorso dei costi: secondo l’equipe ceca la realizzazione del prototipo ha richiesto 360mila euro: ciò significa che almeno durante il primo anno di utilizzo di SAWER, un libro d’acqua potabile costa quasi 10 euro.

I costi del progetto del Politecnico di Praga, iniziato nel 2017, sono stati affrontati dal Ministero degli Esteri ceco in vista dell’Esposizione Universale di Dubai, prevista tra l’autunno 2020 la primavera del 2021 e, probabilmente, sono stati un ottimo investimento.

Secondo l’ingegner Tomas Matuska, infatti, SAIWAR ha suscitato grande interesse da parte degli Stati Uniti e dell’Australia, come pure è stato firmato “un accordo di riservatezza con aziende nell’area del Golfo Persico”, mentre il team universitario si accinge a sviluppare un altro prototipo per le aree desertiche del Cile.

 

 

Fotografie dall’alto: 1) ingegnere, Tomas Matuska del Politecnico di Praga; 2) apparecchiatura Sawer; 3) installazione di Sawer; 4) Matuska con il collega Sourek

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