Realizzare i buoni propositi? Basta la parola

Basta la parola. Ma che sia quella giusta. Almeno è quanto afferma uno studio condotto da un team di ricercatori del Dipartimento di Neuroscienze del Karolinska Intstitutet (Università di Stoccolma), secondo il quale, affinché i buoni propositi si realizzino, devono essere formulati nel modo giusto. Allora ecco che i verbi che funzionano: comincerò oppure eviterò.

Sembra uno scherzo ma non lo è. Per Carlbring, a capo del team svedese, lo ha sperimentato attraverso il non piccolo campione di 1066 persone che avevano espresso i loro buoni propositi al termine del 2017.

Nello studio pubblicato da Plos One, Carbring sostiene che “chi esprime i propositi con frasi fattuali positive ha il 12% di probabilità in più di rispettare l’intenzione”.

La sua conclusione nasce dai seguenti risultati raggiunti con la ricerca: fra le oltre mille persone esaminate, di cui dicevamo, e che hanno messo in pratica la formula propositiva, il “59% che aveva intenzione di iniziare qualcosa ci è riuscito; il 47% che si proponeva di voler smettere o evitare qualcosa ha raggiunto il suo proposito”.

Quindi, osserva il team svedese, il modo in cui si esprime la buona intenzione influisce sulla possibilità di concretare la stessa intenzione. Ad esempio “se si desidera smettere di mangiare dolci per dimagrire è più efficace dire ‘mangerò più frutta’ piuttosto che usare la negazione (non mangerò più dolci, ndr) ” e questo perché “sostituire un comportamento potrebbe essere più semplice che eliminarlo”.

Per coronare l’impresa, dunque, bisogna iniziare con un intendimento affermativo piuttosto che pensare di eliminare un’abitudine. Et voilà, il gioco è fatto. O almeno si parte nel modo… pardon, con la parola, giusta.

Ancora una volta si conferma il potere tras-formativo della parola, vale a dire del pensiero e delle emozioni che si influenzano reciprocamente.

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