Hiv. Prevenire è ancora meglio che curare

Un futuro senza HIV – Barbara Suligoi, direttrice del Centro operativo Aids (Coa) dell’Istituto superiore di sanità, il “virus non è scomparso”. Anzi, nel 2024 in Italia sono state contate quasi 2.500 nuove diagnosi e “i casi dal 2020 hanno ricominciato ad aumentare”, segnala al Forum Risk Management in Sanità, ad Arezzo (25 – 28 novembre 2025), dove ha preso parte alla tavola rotonda Nuove strategie per un futuro senza Hiv’

Patologia cronica l’HIV circola soprattutto nella fascia di età 25-40 anni, anche se, in percentuale, l’aumento maggiore è stato registrato sugli over 50.

Eppure ancora oggi, a distanza di decenni dalla sua insorgenza, l’arma migliore per contrastarlo è la prevenzione: profilassi pre-esposizione (PrEP) e sull’uso del preservativo.

Lo sottolinea Andrea Antinori, direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani di Roma, prendendo le mosse dalle novità contenute nel nuovo Piano nazionale sull’Aids in discussione in questi mesi. Un piano che abbraccerà non solo l’Hiv, ma anche epatiti e infezioni sessualmente trasmissibili, e che si concentra sullo “zoccolo duro delle infezioni sommerse” potenziando “l’offerta del test e puntando sulla profilassi pre-espositiva”.

Ampliare la presenza degli esperti sui territori

Si deve allora ampliare la presenza degli esperti sul territorio, con “con nuovi soggetti e stakeholder per garantire strumenti di prevenzione più efficace” prosegue Antinori. In questo senso, se l’obiettivo è ingrandire la platea della prevenzione (“troppi pochi 16.000 utilizzatori di PrEP in Italia”), per la profilassi orale, che è “più maneggevole e più semplice da erogare e da monitorare”, Antinori immagina “un’alleanza” con i territori.

“Servono diversi interlocutori e flessibilità, andando a intercettare quello che di buono e di nuovo la sanità territoriale ci offre. Penso alle case della salute, inoltre la PrEP può entrare in queste dinamiche anche attraverso i medici di medicina generale o altri specialisti”. In definitiva “se allarghiamo il denominatore e aumentiamo le alleanze, abbiamo un grande progetto su cui impegnarci”, conclude Antinori.

I costi. La differenza tra la cure e la prevenzione

Se la sfida risiede tuttora nelle citate forme di prevenzioni, Paolo Sciattella, del Centro studi economici e internazionali dell’Università di Tor Vergata di Roma, traduce il loro costo in cifre.  L’onere della malattia, il cosiddetto cost of illness‘ che per una persona affetta da Hiv ammonta a 6.800 euro l’anno, tra costi sanitari diretti e indiretti. La popolazione prevalente con Hiv è stimata attorno ai 160.000 soggetti, pertanto il costo medio  complessivo, equivale a 1,1 miliardi.

Ma è il secondo modello del Ceis, sottolinea Sciattella  a mettere nero su bianco i benefici della prevenzione nel quadro economico e sociale. Lo fa misurando e calcolando l’impatto della profilassi pre-esposizione (PrEP). “Abbiamo considerato una coorte di uomini che fanno sesso con uomini”, quella cioè “con un’incidenza maggiore di Hiv rispetto alla popolazione in generale”.

L’analisi, spiega Sciattella, “ha simulato 1.000 soggetti trattati con profilassi pre-esposizione e 1.000 non sottoposti a questa prevenzione. Abbiamo visto che in 5 anni la profilassi potrebbe comportare una riduzione dell’87% dei casi di infezione da Hiv, che, sui mille soggetti in questione, corrisponderebbe a un risparmio di 2 milioni. Eviteremmo, in pratica, il 66% di costi”. Il modello, poi, spinge l’orizzonte temporale a 20 anni stimando sulla stessa platea “una riduzione dei costi di oltre 26 milioni”. Meno casi e diminuzione di costi: “Pensate che ogni caso evitato di Hiv corrisponde a un saving di 52.000 euro circa solo di risorse sanitarie”.

Anche in termini economici, dunque, prevenire è meglio che curare.

 

Immagine – Arezzo, tavola rotonda Nuove strategie per un futuro senza Hiv all’interno del Forum Risk Management in Sanità, dal 25 al 28 novembre 2025 – photo by agenziadire.it

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.