L’Antropocene è o non è un’era geologica? Una sfida drammatica

No, l’Antropocene non è una nuova era. Le attività umane stanno realmente trasformando il pianeta ma non ne segnano il cambiamento geologico;  continuiamo a vivere nell’ Olocene, iniziato circa 12 mila anni fa, dopo l’ultima glaciazione.

Lo ha stabilito la Commissione internazionale di Stratigrafia (in sigla ICS, da International Commission on Stratigraphy), all’inizio di marzo 2024, quando ha formalmente respinto la proposta avanzata nel 2019 dall’Antropocene Working Group – il comitato di studiosi internazionali dello stesso ente –  che dopo 15 anni di studi (parola di Nature), sostiene la teoria dell’Antropocene, intesa come prima epoca della Terra differenziata dalla presenza di una specie sulla terra.

In relazione a tale teoria, hanno fissato come linea di demarcazione dall’ epoca geologica precedente,  il periodo 1945-1952, quando ebbero luogo, rispettivamente, la prova di Gadget la prima bomba atomica della storia e il primo test della bomba all’idrogeno.

Tra le tante motivazioni addotte dal Gruppo di lavoro, le crisi, sia climatica che ambientale in corso e tutto ciò che di grave comportano. Originate entrambe dai comportamenti umani hanno causato profondi cambiamenti, molti dei quali “persisteranno per millenni o più e   stanno alterando la traiettoria del Sistema Terra, alcuni con effetti permanenti e che si riflettono in un corpo distintivo di strati geologici, che ora si accumulano, con il potenziale per essere preservato in un lontano futuro”.

La Commissione internazionale di Stratigrafia definisce un’era geologica proprio tramite la ricostruzione della storia della Terra, partendo dalle prove presenti nelle rocce, ma per 12 dei suoi 18 componenti che formano l’organo dell’ICS deputato all’esame in questione, il passaggio all’Antropocene non è suffragato dagli standard utilizzati per definire le epoche geologiche.  Quindi siamo ancora nell’Olocene.

Ma, colpo di scena, non finisce qui

Leggiamo su Nature, che all’indomani del voto, alcuni geologi  hanno contestano il risultato per “irregolarità procedurali”.

“Una sfida drammatica è stata posta dal presidente dell’SQS, il paleontologo Jan Zalasiewicz dell’Università di Leicester, nel Regno Unito, e da uno dei vicepresidenti del gruppo, lo stratigrafo Martin Head della Brock University di St Catharines, Canada”.

Non stupisce la reazione del professor Head posto che uno dei tanti siti studiati in tutto il mondo e portati come prove dai sostenitori dell’Antropocene,  c’è il lago Crawford, vicino Toronto (Canada) che presenta i segni del test del 1952 della bomba a idrogeno, come plutonio e microplastiche, nei suoi sedimenti.

In un comunicato stampa del 6 marzo 2024 i suddetti studiosi hanno espresso la volontà di richiedere l’ annullamento della bocciatura, giacché “il presunto voto è stato effettuato in violazione degli statuti della Commissione Internazionale sulla Stratigrafia (ICS), compresi gli statuti che regolano l’ammissibilità al voto” riferisce Nature.

Per dirla con Antonello Venditti, proprio quando si pensa che sia finita è proprio allora che comincia la salita.

 

 

Immagine: scultura subacquea della serie ‘Anthropocene’  di Jason deCaires Taylor

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