Invecchiare meglio: il ruolo delle convinzioni positive sulla salute
Tra scienziati, operatori sanitari e pubblico è diffusa la convinzione che la terza età sia un periodo di inevitabile e universale declino cognitivo e fisico.
Questa convinzione è probabilmente dovuta al fatto che le persone anziane che mostrano un miglioramento vengono considerate eccezioni, e all’affidamento su indicatori di salute legati all’invecchiamento che non tengono conto di tale miglioramento.
Così dichiarano i ricercatori, autori dello studio Aging Redefined: Cognitive and Physical Improvement with Positive Age Beliefs ( L’invecchiamento ridefinito: miglioramenti cognitivi e fisici grazie a una mentalità positiva sull’età) di Becca R.Levy – professoressa di Epidemiologia alla Yale School of Public Health e Professore di Psicologia alla Yale University, e Martin D. Slade della Yale School of Medicine.
Al contrario, gli studiosi hanno utilizzato un indicatore che ha permesso di osservare una traiettoria ascendente.
” Il nostro obiettivo era quello di verificare se un numero significativo di persone anziane mostrasse un miglioramento con questo indicatore e, in caso affermativo, di esaminare se una promettente variabile culturale modificabile, ovvero le convinzioni positive sull’invecchiamento, contribuisse a tale miglioramento…..
“Nell’ultima fase di una lunga carriera, l’artista Joseph Turner ha creato i suoi dipinti più innovativi e influenti; Diana Nyad ha stabilito un record mondiale nella sua traversata a nuoto di 177 chilometri da Cuba alla Florida all’età di 64 anni, dopo diversi tentativi in giovane età.
Questi risultati, apparentemente diversi, dimostrano che il miglioramento può verificarsi anche in età avanzata. Uno degli obiettivi del presente studio era quello di esaminare se il miglioramento delle funzioni cognitive e fisiche in età avanzata si verifichi non solo tra le persone anziane con capacità straordinarie, ma anche tra gli anziani della popolazione generale”.
Lo studio ha coinvolto un campione rappresentativo della popolazione nazionale composto da persone di età pari o superiore a 65 anni, seguite nel tempo. I ricercatori hanno valutato la salute fisica misurando la velocità del cammino, mentre la salute cognitiva è stata esaminata attraverso una scala che misura il livello generale delle capacità cognitive..
Hanno calcolato la percentuale del campione che ha mostrato un miglioramento in ciascun ambito dall’inizio dello studio, all’ultima misurazione, fino a 12 anni dopo. Inoltre, utilizzando un’analisi statistica, hanno valutato se un atteggiamento positivo nei confronti dell’invecchiamento fosse un fattore predittivo di un miglioramento nel tempo.
I risultati hanno mostrato che circa il 45% dei partecipanti ha registrato un miglioramento delle capacità cognitive e/o fisiche nel corso del periodo di osservazione.
Inoltre, le persone con una visione più positiva dell’invecchiamento avevano maggiori probabilità di andare incontro a questi miglioramenti, e questa associazione è rimasta evidente anche dopo aver tenuto conto di altri fattori che avrebbero potuto influenzare i risultati.
I risultati sottolineano la necessità di infondere o amplificare la positività delle convinzioni sull’invecchiamento e di ridefinire l’invecchiamento in modo da includere la possibilità di miglioramento.
A differenza di molti studi, che descrivono l’invecchiamento soprattutto come una fase di inevitabile declino della salute, questa ricerca ha voluto verificare se una parte significativa delle persone anziane potesse invece mostrare un miglioramento nel tempo. Inoltre, ha esplorato per la prima volta se avere una visione positiva dell’invecchiamento fosse associato a una maggiore probabilità di ottenere questi miglioramenti.
Finora, la maggior parte delle ricerche sui fattori che influenzano la salute in età avanzata si è concentrata su aspetti difficili o impossibili da modificare, come il patrimonio genetico, oppure su fattori di rischio individuali, come il fumo. Questo studio, invece, ha preso in esame un elemento diverso: le convinzioni che le persone hanno sull’invecchiamento. Si tratta di un fattore che può cambiare nel tempo, che ha una connotazione positiva e che è influenzato anche dal contesto sociale e culturale in cui si vive.
Per la lettura della ricerca: Geriatrics
