Il ritorno del predatore. Così il piano Octo-Blu sfida l’invasione del granchio blu

Octo-Blu è il progetto sperimentale dell’Università di Bologna, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, incentrato sull’utilizzo del polpo quale predatore naturale del granchio blu. L’obiettivo è contrastare per via biologica la diffusione di questa specie invasiva, che da tempo mette in grave sofferenza gli ecosistemi marini, la pesca e l’acquacoltura lungo le coste italiane.

I primi rilasci in mare dei polpi allevati sono avvenuti l’11 e il 17 giugno 2026 ,nei pressi delle barriere artificiali sommerse, con il supporto logistico del Club Nautico di Riccione.

Un ulteriore rilascio è stato effettuato il successivo 24 agosto al largo di Cesenatico, grazie alla collaborazione della Capitaneria di Porto – Ufficio Circondariale Marittimo di Cesenatico.

In quest’ultima occasione sono stati liberati giovanissimi esemplari e una femmina provenienti dagli impianti controllati dell’Ateneo; qui, grazie all’affinamento delle metodologie di allevamento fino alle prime schiuse, è stato possibile ottenere i soggetti da immettere e monitorare in ambiente naturale. Questa fase della sperimentazione proseguirà nelle settimane di settembre per verificarne l’auspicabile successo e la sostenibilità a lungo termine.

Nel frattempo, il programma di ricerca ha previsto la raccolta di dati biologici e comportamentali sulla specie aliena e sulle interazioni tra le due specie nell’areale dell’Ateneo, delineando così una possibile strategia di contrasto. I risultati hanno confermato che l’istinto predatorio del polpo si configura come una soluzione ecologica di rilevante interesse, in grado di contribuire al controllo della proliferazione del granchio blu, riequilibrando la catena alimentare marina, come spiegato dal coordinatore del progetto Oliviero Mordenti, professore presso il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna.

Ricercatori e pescatori seguono con vivo interesse questa sperimentazione, nella speranza che i polpi si adattino stabilmente all’habitat dell’Alto Adriatico e riescano a contrastare la diffusione del granchio blu. Questa soluzione, biologica e naturale al 100%, permetterebbe, infatti, di evitare il ricorso a interventi chimici o a barriere artificiali invasive.

Link: Progetto sperimentale Octo -Blu

 

Immagine by Università di Bologna – Alma Mater

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