Cecità corneale. Un’iniezione di cellule sostituirà il 40% dei trapianti

Quasi la metà dei trapianti di cornea potrà essere sostituito da un’iniezione di cellule che consentirà di rendere più semplice l’intervento chirurgico, accelerare il recupero del paziente e di trattare con una sola cornea da donatore tra fino a 75 occhi, ma gli specialisti stimano si possa arrivare a 300 e i 500 occhi.

A rivelarlo gli esperti presenti al primo congresso nazionale della Società Italiana di Scienze Oftalmologiche (SISO) in corso a Roma fino al 21 maggio 2022.

La tecnica è spiegata dal professor Vicenzo Sarnicola, fondatore e presidente della Società Internazionale Cornea (Sicsso):  “Le cellule endoteliali corneali possono essere estratte dai donatori e fatte moltiplicare in coltura per poi essere iniettate nel ricevente dopo aver tolto quelle malate – l’intervento è semplice e breve, dura pochi minuti e il recupero visivo è rapido e migliore”.

Questo nuovo metodo, spiegano ancora gli esperti, ha già permesso il recupero visivo di oltre 300 pazienti sia in Giappone – la procedura è stata messa a punto da Shigeru Kinoshita dell’università di Kyoto – sia nell’America Centrale, come si può verificare dai risultati pubblicati sulle riviste scientifiche New England Journal of Medicine e  Ophthalmology.

Come accade per tutti i trapianti trovare i donatori e che siano adatti ai richiedenti non è semplice soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Per questo questa nuova tecnica desta molte speranze di cura per le circa 13 milioni di persone con cecità corneale.

Aspettative anche da parte della scienza: il nuovo approccio ha aperto la strada a una serie di sperimentazione in corso negli Stati Uniti, per ottenere l’autorizzazione all’uso clinico prevista entro il 2022. In Europa invece la sperimentazione partirà dall’Italia nel 2023 e sarà coordinata da Vincenzo Sarnicola.

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