25° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti

Il 25 ° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti affronta ciò che accade alla presidenza e alla vicepresidenza nel caso di morte, dimissioni, incapacità o invalidità del presidente e / o del vicepresidente.

Approvato dal Congresso il 6 luglio 1965, il 25 ° emendamento è stato ratificato dagli Stati il 10 febbraio 1967.

Invocare il 25 ° emendamento è sempre stato controverso, in particolare l’articolo 4 che consente la rimozione di un presidente ritenuto incapace per qualsiasi tipo di malattia, inclusa la malattia mentale o lesioni.

 Il 25 ° emendamento

La necessità di un emendamento alla successione è venuta alla luce quando il presidente John F.Kennedy è stato assassinato a Dallas (Texas) e c’era confusione sul fatto che anche il vicepresidente Lyndon B. Johnson fosse stato ferito e, in tal caso, su chi avrebbe preso il loro posto nella linea di successione.

Il 1 ° gennaio 1965, meno di due anni dopo l’assassinio di Kennedy, furono introdotte risoluzioni comuni alla Camera e al Senato che raccomandavano un emendamento alla successione. Ad aprile, la Camera e il Senato avevano approvato le proprie versioni e un comitato creato per risolvere le loro divergenze. Il 6 luglio, il Congresso  approvò una risoluzione comune, trasmettendola agli Stati per la ratifica.

Il 25 ° emendamento è stato ratificato il 10 febbraio 1967. Il presidente Johnson ha firmato il 25 ° emendamento in legge il 23 febbraio 1967.

L’emendamento è formato dai seguenti quattro articoli: 

articolo 1 – afferma che se il presidente muore o si dimette, il vicepresidente diventa presidente;

articolo 2 afferma che in caso di posto vacante di vicepresidente, il presidente nominerà un vicepresidente che sarà confermato da un voto a maggioranza del Congresso;

articolo 3 – afferma che se il presidente comunica per iscritto al presidente  del Senato e al presidente della Camera di non essere in grado di esercitare i suoi poteri e doveri presidenziali pro tempore, i doveri spettano al vicepresidente in qualità di presidente. In qualità di presidente ad interim, il vice presidente non presta giuramento come presidente; il presidente mantiene la sua designazione e il diritto al ritorno.

articolo 4 – stabilisce che quando il vicepresidente e la maggioranza di un organo del Congresso dichiarano per iscritto al presidente del Senato e al presidente della Camera che il presidente non è in grado di svolgere le funzioni dell’ufficio, il vicepresidente immediatamente diventa presidente ad interim.
Il presidente può quindi presentare una dichiarazione scritta contraria e riprendere i poteri e i doveri presidenziali, a meno che il vicepresidente e un organo di maggioranza del Congresso non dichiarino per iscritto, entro quattro giorni, che il presidente non può svolgere le sue funzioni, nel qual caso il Congresso voterà sul problema.

La particolarità della sezione 4

L’ articolo 4 del 25 ° emendamento non è mai stata utilizzata, sebbene l’amministrazione Reagan si avvicinò. Il 30 marzo 1981, dopo che il presidente Reagan fu colpito e sottoposto ad intervento chirurgico, la sua amministrazione preparò i documenti necessari per invocare il 25 ° emendamento e nominare il vicepresidente George HW Bush presidente ad interim.

Donald Trump

Durante il mandato di Donald Trump (2016 – 2020), alcuni hanno avviato un dialogo sull’invocazione contro di lui della sezione 4 del 25 ° Emendamento. Tuttavia, il 25 ° emendamento esiste per proteggere il presidente democraticamente eletto e la linea di successione. Rende difficile spodestare un presidente senza una giusta causa provata e il consenso della maggioranza.

Quando è stato invocato dagli stessi presidenti 

Gli articoli del 25 ° emendamento sono state invocate più volte:

nel 1973, Spiro Agnew divenne il primo vicepresidente a dimettersi a causa di uno scandalo dopo essere stato accusato di corruzione politica. Il 25 ° emendamento richiedeva all’allora presidente Richard Nixon di nominare un nuovo vicepresidente per l’approvazione del Congresso. Nixon ha nominato Gerald Ford e il Congresso ha approvato la nomina;

il’agosto 1974, il 25 ° emendamento costrinse il vicepresidente Gerald Ford a diventare presidente dopo le dimissioni di Nixon. Ciò ha lasciato la vicepresidenza non occupata, quindi Ford ha invocato nuovamente il 25 ° emendamento e ha nominato Nelson Rockefeller per coprire il posto vacante;

il 13 luglio 1985, il presidente Ronald Reagan utilizzò il 25 ° emendamento per trasferire il potere al vicepresidente George HW Bush mentre era sottoposto a un intervento chirurgico per cancro al colon.

il 29 giugno 2002, il presidente George W. Bush ha invocato la sezione 3 del 25 ° emendamento prima di sottoporsi ad anestesia per una colonscopia e ha nominato brevemente il vicepresidente Dick Cheney presidente ad interim. Ha fatto di nuovo lo stesso quando ha avuto un’altra colonscopia nel 2007.

Prima del 25 ° emendamento

Prima del 25 ° emendamento esistevano procedure di successione presidenziale  vaghe e che non consideravano ogni evenienza. Si limitavano al vicepresidente che succedeva al presidente ne caso in cui quest’ultimo si dimettesse o morisse. Tuttavia, non era chiaro cosa sarebbe dovuto accadere se il presidente fosse stato temporaneamente inabile o se il vicepresidente fosse stato inabile.

Le procedure anteriori

Nella costituzione originale (1797) all’articolo II si legge: “In caso di rimozione del Presidente dall’ufficio o di sua morte, dimissioni o incapacità ad esercitare i poteri e i doveri del detto Ufficio, questo passerà al Vice presidente, e il Congresso dovrà con legge provvedere per i casi di rimozione, morte, dimissioni o incapacità sia del Presidente sia del Vice presidente, dichiarando quale funzionario agirà in tal caso come Presidente, e tale funzionario agirà di conseguenza finché tale incapacità venga a cessare o sia eletto un Presidente”.

Nel 1792, il Congresso approvò l’ atto di successione presidenziale, ponendo nella linea, dopo il vicepresidente, pro tempore il presidente del Senato, e ancora dopo il presidente della Camera.

Nel 1886, il Congresso rimosse i presidenti della Camera e del Senato dalla linea di successione e li sostituì con membri del gabinetto presidenziale in ordine di rango, a cominciare dal Segretario di Stato.

Nel 1933 veniva adottato il 20 ° emendamento che cercò di disciplinare la transizione presidenziale e rafforzava la successione del vice – presidente fino alla scelta del nuovo presidente.

Nel 1947, il Congresso ripristinò il presidente della Camera e il presidente Pro Tempore nella linea di successione davanti ai membri del gabinetto del presidente.

… e il loro riflesso nella storia

Nell’aprile del 1841 si verificò  il primo caso di morte di un presidente in carica. Si trattava di William Harrison al quale successe il vice John Tyler con la carica ad interim e Tyler, invece, voleva diventare presidente senza riserve. Si trasferì allora alla Casa Bianca, prestò giuramento come presidente e assunse i pieni poteri. Naturalmente Tyler fu contestato ma alla fine il Congresso confermò la sua presidenza.

Nel 1919 il presidente in carica Woodrow Wilson subì un gravissimo ictus dal quale non si riprese. Ma quando il suo gabinetto stava per chiedere al vice presidente di subentrare la moglie di Wilson, Edith e il medico personale del presidente Cary Grayson, cospirarono per mantenere segrete le condizioni reali del presidente sia al Congresso sia all’opinione pubblica per ben un anno e mezzo.

fonti: History.com e Politico.com

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