Corte Suprema Usa. Gran parte dello Stato dell’ Oklahoma è territorio dei nativi
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che buona parte dello Stato dell’Oklahoma è ancora territorio nativo americano: esattamente si parla di oltre 12.100 chilometri quadrati nella parte orientale, comprendenti quasi per intero la città di Tulsa, la seconda più grande dello Stato.
I giudici si sono pronunciati per il ricorso fatto da Mimcy Mg Girt della tribù Muscogee, imputato di reati sessuali su minore in carcere, sostenendo che posto che i presunti crimini sono avvenuti all’interno del territorio della sua etnia non sarebbe dovuto essere perseguito dalle autorità dell’Oklahoma ma da quelle federali.
L’Alta Corte (formata da 9 giudici, 5 favorevoli, contrari 4) ha dato ragione al ricorrente perché questa parte del territorio dello Stato deve ancora essere considerata riserva delle 5 tribù autoctone alle quali è stata assegnata nell’Ottocento. Al tempo l’accordo fu siglato dal Governo Federale e dai rappresentanti delle nazioni dei Muscogee (Creek), Cherokee, Choctaw, Seminole e Chickasaw.
Alla sentenza è seguite la dichiarazione congiunta dello Stato dell’Oklahoma e delle nazioni autoctone, dove hanno affermato che collaboreranno per giungere a un accordo per affrontare eventuali questioni giurisdizionali sollevate dalla decisione della Corte.
Immagine: vessillo della Muscogge (Creek) Nation, tratta dal sito mcn.nsn.gov