Dalla piazza di Varsavia alla Casa Bianca. Lo scontro sul futuro umano e dell’IA
Una manifestazione insolita si è svolta davanti al Ministero della Digitalizzazione a Varsavia: invece di persone, circa 30 robot in fila sventolavano bandiere e scandivano slogan come: “Vogliamo regolamenti, vogliamo regole, vogliamo la legge”, “È ora di regole” e “Non aspettate, regolamentate, difendete il vostro posto di lavoro”.
Era lo scorso 7 settembre e i robot protestavano per gli umani al grido (si fa per dire) di: La tecnologia è già qui. È ora di parlare dei principi, tema della manifestazione organizzata da democratism.com.
Quest’ultimo, scrive gazeta.pl, è un recente movimento che vuole innescare un dibattito internazionale sulla tutela del lavoro umano di fronte alla veloce e crescente automazione.
“L’intelligenza artificiale viene sempre più spesso combinata con macchine in grado di lavorare in ambienti progettati per gli esseri umani: nella produzione, nella logistica, nel commercio, nell’ospitalità, nell’istruzione o nella sanità”, si legge in un documento pubblicato da democratism.com.
La contraddizione
I robot della protesta appartengono alla Delta Robots, un’azienda che noleggia umanoidi per eventi ed è partner tecnologico del movimento, così come la sua società madre, l’agenzia per le risorse umane Weegree.
Viene spontaneo chiedersi come nasca questa comunanza di intenti tra mission aziendali agli antipodi. La risposta è Grzegorz Kuliś, organizzatore della protesta e figura a cui si collegano entrambe le aziende.
Kuliś è un imprenditore di Opole che opera nel settore delle risorse umane e del lavoro da circa 20 anni. Secondo il Business Centre Club, è CEO e comproprietario del gruppo Weegree, nonché esperto del mercato del lavoro per la testata Gazeta BCC.
Il suo lavoro, scrive ancora la gazeta, va oltre il reclutamento: si occupa infatti anche di robotica e automazione attraverso la Delta Robots. Negli ultimi anni si è dedicato con particolare impegno all’intelligenza artificiale e ai robot umanoidi.
In merito alla contraddizione della protesta, l’imprenditore ha spiegato che, nonostante una società sia attiva nel settore delle risorse umane e l’altra nel campo degli umanoidi, entrambe operano nel mercato del lavoro e “sentono la responsabilità di avviare un dialogo sociale”.
Pur ammettendo alla gazeta che l’iniziativa ha cercato un ritorno in termini di immagine, gli organizzatori credono fermamente nel progetto, poiché le aziende temono improvvisi cambiamenti nel mercato del lavoro e desiderano avviare un dialogo prima che il problema si aggravi.
Gli allarmi dei big
Ma le sfumature tra i confini della salvaguardia dell’essere umano e dello sviluppo tecnologico sollevati dal caso polacco – pur nelle dovute diversità, se non altro per dimensioni – richiamano quelle degli ultimi gravi allarmi lanciati dai big dell’Intelligenza Artificiale.
Tra questi Dario Amodei (CEO di Anthropic), Sam Altman (CEO di OpenAI) ed Elon Musk, oltre ai dirigenti delle suddette aziende dimissionari perché spaventati dalla potenza che sta raggiungendo l’IA, che potrebbe superare quella umana in poco tempo.
Tutti chiedono una regolamentazione internazionale del settore.
La prospettiva dell’auto – protezione
Sara Sesti, matematica e ricercatrice su Donne e scienza, nota che il regolamento pubblico invocato potrebbe limitare i loro margini di azione; pertanto, dietro a questa richiesta c’è probabilmente l’intenzione di giungere a un’autoregolamentazione, “con un coordinamento volontario e standard condivisi dagli stessi protagonisti del settore”.
Non viene messo in dubbio la sincerità del timore dei grandi imprenditori, ma Sara Sesti ci ricorda la necessità degli stessi di tutelare gli enormi interessi economici in ballo oggi e, ancora di più, domani.
Dunque, anche se l’eventuale autoregolamentazione potrebbe sembrare una soluzione responsabile, significherebbe lasciare nelle loro mani anche “il disegno del tavolo su cui siederanno”. Un’autentica metafora della matematica, che ci ricorda che “senza un controllo pubblico e senza un arbitro indipendente” inevitabilmente saranno “loro a proteggere sé stessi”.
Parla Trump
Mentre scriviamo giunge la notizia che il presidente USA, Donald Trump, critica fortemente e liquida gli allarmi lanciati dai Big dell’IA così: “Possiamo introdurre delle misure di salvaguardia, possiamo fare questo e quello, ma credo che ci siano molte forze negative che sollevano la questione senza averne motivo, tirando in ballo scenari che non si verificheranno. Nell’Intelligenza Artificiale siamo il Paese più avanzato al mondo. E francamente voglio che rimanga così, perché chi vince nel campo dell’IA vince su tutti”.
Prima in Italia
La manifestazione dei robot polacca non è una novità assoluta. Scandagliando l’archivio troviamo un articolo di Focus del 2013 che riferiva di una protesta davanti al nostro Ministero dell’Istruzione, in cui si chiedeva “più tecnologia nelle scuole”. Altri tempi!
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