Il testamento spirituale di Rita Borsellino

“Con grande dolore rendiamo noto che Rita Borsellino, presidente di quest’associazione, è tornata alla casa del Padre”. Con queste parole il Centro studi Paolo Borsellino  ha dato l’annuncio della scomparsa di Rita Borsellino, avvenuta a Palermo il 15 agosto 2018.

La morte del fratello maggiore Paolo Borsellino, vittima nella strage di Via D’Amelio nel 1992, cambiò la vita di Rita per sempre.  Messo da parte il suo lavoro di farmacista nel negozio di famiglia, Rita decise di dedicarsi all’impegno civile. Da allora è stata sempre in prima linea come testimone della lotta antimafia, per continuare a diffondere il messaggio contenuto nella vita stessa di Paolo, pronto al sacrificio estremo in nome della legalità.

Nel 1994, su richiesta di Don Luigi Ciotti, Rita Borsellino aderisce all’Associazione Libera Contro le Mafie e con l’ARCI Sicilia partecipa all’ideazione e allo sviluppo dell’iniziativa La Carovana Antimafie, un’esperienza ormai di carattere internazionale.  Poi arriva la politica e nel 2006  vince le primarie del centro- sinistra diventandone la candidata per la presidenza delle regionali in Sicilia contro Salvatore Cuffaro, esponente di centro-destra, che vince le elezioni per la seconda volta e che poi, riconosciuto colpevole di favoreggiamento a Cosa Nostra, sarà condannato a 7 anni di reclusione. Rita Borsellino diventa invece parlamentare europea nel 2009 e nel 2012 corre per le comunali di Palermo. Nel 2014 alla scadenza del mandato di parlamentare europeo conclude la sua parentesi prettamente politica.

Torna all’impegno civile, all’andare di scuola in scuola; nonostante si ammali,  sulla sedia a rotelle,  Rita non si arrende, con la tenacia e la perseveranza di sempre come vice-presidente di Libera e presidente del Centro studi Paolo Borsellino, fino all’ultima commemorazione dell’uccisione del giudice e della sua scorta, lo scorso  19 luglio, quando ha ricordato i 25 anni dalla piantumazione dell’albero di olivo nel cratere causato dall’esplosione in Via d’Amelio, “simbolo permanente di pace – scriveva Rita – d’impegno civile e di giustizia per tutti i popoli”. Parole che oggi riecheggiano come fossero il suo testamento spirituale.

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