PaleoPlastica. Sarà l’archeologia del futuro?
Quali tracce della nostra civiltà troveranno gli studiosi delle generazioni future? Vestigia di polimeri, ossia plastica. Parte da questa considerazione — che vorrebbe essere una provocazione, ma che temiamo diventerà realtà — la mostra PaleoPlastica – I fossili del futuro. frutto di un progetto scientifico dal forte sapore culturale allestita grazie alla collaborazione di numerosi istituti ed enti preposti.
L’obiettivo è sensibilizzare i visitatori sull’inquinamento da plastica, una piaga aggravata dal suo errato smaltimento. Per questo motivo, il Museo Paleontologico e della Terra (GAMPS) di Scandicci (Firenze) ospita questo percorso espositivo in cui i rifiuti plastici, raccolti lungo le coste toscane (Calambrone e Marina di Vecchiano), sono messi a diretto confronto con i sedimenti incontaminati del Pliocene. Si tratta di reperti di rara bellezza risalenti a milioni di anni fa, quando il mare Mediterraneo sommergeva ancora gran parte della penisola italiana.
Impegno multidisciplinare che coniuga la scienza con la responsabilità ambientale, il progetto punta sulla divulgazione e sull’educazione. La mostra, infatti, insiste sulla presenza pervasiva della plastica che, nonostante la consapevolezza sulla sua nocività e i tanti rimedi concepiti per smaltirla e riciclarla, continua a invadere massicciamente ogni ambiente: dai mari e gli oceani, fino ai laghi, ai fiumi e al suolo agricolo. Non mancano, del resto, recenti studi che testimoniano la scoperta di tracce di microplastiche persino all’interno del nostro organismo.
Il percorso espositivo è totalmente immersivo: oltre ai fossili di oggi e di ieri, al GAMPS si trovano installazioni scenografiche con materiali plastici sospesi che evocano l’inquinamento marino, invitando il pubblico a interrogarsi su cosa rimarrà della nostra epoca ai posteri.
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche, attraverso l’istituto CNR-IFAC, ha contribuito in modo determinante alla realizzazione del progetto, fornendo i contenuti scientifici e organizzando sia le attività divulgative con incontri pubblici, sia la gestione dei laboratori didattici dedicati alle scuole. Gli altri partner coinvolti sono il GAMPS OdV, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa e l’Istituto Russell-Newton.
Inaugurata lo scorso marzo e attualmente chiusa per una pausa temporanea, la mostra PaleoPlastica – I fossili del futuro riaprirà i battenti il 1° settembre e rimarrà visitabile fino a tutto dicembre 2026.

