Nunsantara. La nuova capitale dell’Indonesia

È noto che Giakarta, la megalopolica capitale indonesiana sta sprofondando nel mare.

Tanti dei suoi 31 milioni di residenti (ma si prevede che nel 2030 saranno 5 milioni in più), vivono con piedi nell’acqua, ma speranzosi in un futuro migliore anche se a più di mille chilometri di distanza e il numero elevato di monsoni, ma immersi nel verde, come promette il presidente Joko Widodo.

Per risolvere il problema di Giakarta – il cui 40% sarebbe già sotto il livello del mare, oltre a soffrire di un altissimo livello d’inquinamento, traffico eccessivo e, ovviamente, dubbia qualità dell’aria, ma anche dell’acqua – il presidente ha progettato di abbandonarla, fondandone una nuova nel Borneo, dove trasferirvi l’impianto diplomatico-amministrativo, gli addetti tra funzionari statali e agenti di polizia e militari, e una prima tranche di abitanti, fino a raggiungere un numero di residenti pari a circa 60mila persone, entro la fine del 2024.

Nunsantara: progettata secondo i cambiamenti climatici

La nuova capitale si chiamerà Nunsantara e sorgerà nel Kalimantan indonesiano, sull’estesa isola del Borneo (condivisa con la Malesia e il Brunei) e per il presidente Joko segnerà un nuovo inizio per l’Indonesia: una città modulata sul cambiamento climatico e, molti auspicano, più equa verso le varie etnie che caratterizzano la popolazione del Paese.

Progettata dall’urbanista indonesiano Sibarani Sofian, Nunsantara funzionerà con energia rinnovabili, ottimizzata per il traffico pedonale mentre quello a motore sarà affidato quasi esclusivamente a un efficiente trasporto pubblico.  Tenendo conto delle condizioni del terreno, l’urbanista ha pensato a edifici su palafitte e a passerelle sopraelevate per aggirare il terreno collinare del Borneo,  permettere il flusso delle brezze di vento e la dispersione dell’acqua piovana.

Nessuna struttura finora è stata completata, ma il New York Time, l’estate scorsa, ha confermato l’intenzione di terminare la prima fase del progetto nella data prevista.

Le critiche

Il progetto, nonostante la sua attenzione verso il clima e l’habitat, suscita voci critiche e, soprattutto, preoccupate proprio per questioni ambientali, mettendo in evidenza il terreno argilloso del Borneo che potrebbe non supportare gli edifici su larga scala e l’inevitabile processo di deforestazione, per lasciare spazio all’edificazione nuova città.

I progettisti e le autorità garantiscono che l’urbanizzazione comprenderà  piantagioni di eucalipto coltivate, ma gli ambientalisti lamentano la mancanza di una reale valutazione d’impatto.

La ‘ritirata gestita’. Strategia ambientalista

Eppure lo spostamento della capitale decisa da Joko è considerata una strategia ambientalista denominata ritirata gestita, definizione che indica il ritiro, appunto, mirato e controllato delle comunità che abitano le terre a rischio, e come scelta politica ha già dei precedenti importanti da Islamabad in Pakistan o Dodoma in Tanzania, ai tentativi di invertire la rapida crescita della popolazione, scrive archdaily.com come Manaysia’ Putrajaya o il “contendente egiziano ancora senza nome per il Cairo”.

 

 

Immagine: rendering del progetto di Nunsantara, a fine 2024 la nuova capitale dell’Indonesia

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