IgNobel 2026. La scienza più pazza del mondo debutta a Zurigo
Si è svolta a Zurigo la prima edizione europea degli IgNobel, i celebri premi assegnati agli autori di ricerche scientifiche c .
A 35 anni dalla loro istituzione da parte della rivista Improbable Research, i premi hanno lasciato gli USA in aperta polemica con le politiche dell’amministrazione Trump.
Come era stato preannunciato, l’edizione degli IgNobel 2026 si è tenuta nel Vecchio Continente, dove la manifestazione rimarrà facendo tappa a Zurigo ogni due anni, mentre negli anni dispari diventerà itinerante. L’edizione 2027 della cerimonia si svolgerà ad Anversa (Fiandre).
Davanti a un pubblico numeroso radunatosi al Kongresshaus lo scorso 3 settembre 2026, sono stati consegnati i consueti 10 premi corrispondenti ad altrettante categorie scientifiche: stravaganti, come vuole la tradizione, ma tutt’altro che inutili.
Di seguito la descrizione di alcune delle 10 ricerche premiate:
Scienze del suolo
Pia Viviani e Atlant Bieri hanno fatto parte di due team di ricercatori olandesi e svizzeri il cui studio è consistito nel seppellire mille paia di mutande di cotone organico identiche in oltre 25 Paesi.
Dissotterrate dopo due mesi, sono diventate la prova scientifica della loro ricerca, che dimostra come la velocità di decomposizione del cotone sia un indicatore – sicuramente a bassissimo costo – dell’attività biologica del suolo.
Chimica
Il Premio IgNobel 2026 per la chimica è stato assegnato a un team internazionale di ricercatori – tra cui Subramanian Ramaswamy, Leo Chavis e Nathan P. Coussens – per aver scoperto e analizzato le eccezionali proprietà nutritive del latte di scarafaggio.
Analizzando la struttura dei cristalli proteici contenuti nel “latte” secreto dalla specie vivipara Diploptera punctata (l’unico esemplare noto che partorisce piccoli vivi invece di deporre uova), i ricercatori hanno rilevato che ogni singolo cristallo contiene oltre tre volte l’energia di una massa equivalente di latte vaccino.
I vincitori hanno ritirato il premio indossando in testa vistose antenne da scarafaggio.
Fisica
Nell’ambito della dinamica dei fluidi, un team di scienziati canadesi, statunitensi, cinesi e arabi della University of Waterloo (Canada), guidati da Kaveeshan Thurairajah e Zhao Pan, ha individuato la geometria perfetta degli orinatoi maschili per evitare il rimbalzo significativo delle gocce e gli schizzi di urina (splashback).
Gli orinatoi sono un elemento essenziale degli spazi pubblici, eppure il loro design è rimasto sostanzialmente invariato per oltre un secolo.
Lo studio è nato da una frustrazione diffusa, come hanno riferito gli stessi autori. Il team ha analizzato l’angolo d’impatto perfetto e le condizioni esatte che causano il rimbalzo delle gocce, arrivando a ideare una struttura geometrica interna dotata di una superficie curva ottimizzata in grado di ridurre gli schizzi.
L’adozione diffusa di questo design, hanno precisato gli autori, avrebbe risvolti sociali, igienici, ecologici ed economici. Riducendo drasticamente le fuoriuscite, oltre a diminuire il carico di lavoro sgradevole per gli addetti alle pulizie, i pavimenti e le pareti dei bagni restano più puliti, richiedendo meno acqua e prodotti chimici per la manutenzione ordinaria.
Tecnologia
Scienziati provenienti da Canada, Egitto, Cina e USA hanno introdotto un uso pionieristico della tecnologia chiamato Necroprinting, che prevede l’impiego delle proboscidi di zanzara femmina come ugelli per la stampa 3D ad alta risoluzione.
Ispirata dalla ricerca bioibrida, questa nuova tecnica integra materiali biotici in sistemi ingegnerizzati e permette di produrre micro-componenti a costi ridotti. Gli ingegneri hanno “riciclato” queste parti anatomiche di insetti morti collegandole a un sistema di stampa. In questo modo sono riusciti a estrudere linee di materiale incredibilmente sottili, con una risoluzione che raggiunge i 20 micrometri.
Il premio è stato ritirato da Megan A. Creighton, Changhong Cao e Justin Puma.
Tutti gli altri
Tutti le ricerche premiate sono state puntualmente pubblicate dalle riviste scientifiche, come riporta il sito ufficiale Improbable Research dove sono è possibile conoscere anche gli altri vincitori.
Immagine: Zurigo, 3 settembre 2026, la prima edizione europea degli IgNobel Prizes – Improbable Research

