I nuovi musei per l’arte immateriale

L’arte digitale stia compiendo una vera rivoluzione che coinvolge, inevitabilmente, anche i musei. O almeno il panorama dei musei, posto che a fianco dei tradizionali ne stanno sorgendo di nuovi, deputati ad accogliere l’arte immateriale.

E se in Italia sembra che ne avremo uno soltanto nel 2026 (a Milano, e dovrebbe chiamarsi MAD, Museo Nazionale Arte Digitale) è uno studio di architettura italiano, invece, ad ultimarne entro l’anno in corso, quello di Gedda (Arabia Saudita).

È lo studio di architettura romano, Schiattarella Associati, infatti, ad aver firmato il progetto dell’Art Balad Culture Square, che comprende il Red sea Film Festival Palace e il TeamLab Digital Art Museum.

Il TeamLab Digital Art Museum accoglierà il collettivo giapponese teamLabs.

L’arte immateriale

Fondato dalli ingegnere Toshiyuki Inoko nel 2001, il collettivo è pioniere delle installazioni immersive, ispirate ai fenomeni naturali e  tutte giocate sullo stupore e coinvolgimento del pubblico (che diventa spesso parte essenziale dell’opera d’arte), passando per l’analisi del rapporto tra uomo e natura espresso attraverso la tecnologia più avanzata. È formato oltre che dagli artisti, da programmatori, ingegneri, matematici, architetti e animatori, che hanno aperto a Tokyo il MORI Building DIGITAL ART MUSEUM teamLab Borderless: oltre mille metri quadrati sull’isola artificiale di Odaiba,  nella baia di Tokyo, per le loro opere digitali delle quali si può avere un’idea visitando il sito:  teamLab Borderless Tokyo Sito Ufficiale :MORI Building DIGITAL ART MUSEUM.

Un progetto importante, dunque, di ampio respiro e rivolto al mondo, all’arte e alle sue evoluzioni, per Gedda, seconda città per importanza dell’Arabia Saudita, dopo la capitale Riad, punto di passaggio per i pellegrinaggi verso le città sacre dell’Islam (Mecca e Medina), con il porto sul Mar Rosso, e già famosa meta turistica.

Ennesima prova, invece, in quella terra per lo studio romano che già  ha progettato il Centro d’arte di Addirriyah (Addirriyah Art Center), per il quale è stato premiato nel, 2016, con l’Iconic award e l’American Architecture Prize. Mentre è in fase avanzata a Riad, il cantiere del  Diriyah Art Futures, primo museo al mondo interamente progettato per opere computer based, che sara sia spazio espositivo sia di formazione per la ricerca avanzata: dai robot al metaverso, agli Nft.

E in Italia?

A Milano il MAD (acronimo per Museo Nazionale d’Arte Digitale), dicevamo, la cui istituzione è stata annunciata nell’estate 2021 e che dovrebbe essere realizzato nei locali dell’ex Albergo Diurno Venezia, spazio sotterraneo di Piazza Oberdan, a Porta Venezia, e in quelli del MEET, il centro internazionale dedicato alla cultura digitale, nato nell’autunno 2020 nell’ex Spazio Oberdan, per volere della Fondazione Cariplo.

Anche il MAD, come gli altri musei del genere, nascerà non per ospitare la riproduzione in digitale di opere già esistenti, ma dovrebbe opere generate direttamente in formato digitale. Per la sua realizzazione il Ministero della Cultura ha erogato 6 milioni di euro.

 

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