Sospensione temporanea del debito dei Paesi più poveri

Il G20 dei ministri finanziari e governatori delle relative banche centrali riunitosi in video – conferenza sotto la presidenza di turno dell’Arabia Saudita, ha deciso la moratoria temporanea del debito dei Paesi più poveri, già accettato dal Club di Parigi, l’organizzazione informale che riunisce le istituzioni finanziarie dei Paesi creditori.  La notizia è stata diramata il 15 aprile 2020, al termine della riunione.

Il blocco dei pagamenti inizierà il 1° maggio 2020 e terminerà con la fine dell’anno, ma c’è una possibilità per una proroga per il 2021, che sarà raccordata dalle analisi della Banca Mondiale e del Fondo monetario internazionale.

La sospensione dei pagamenti dei debiti riguarda 76 Paesi, di cui 40 dell’Africa Sub–Sahariana, classificati “a basso reddito” dalla Banca mondiale.

La moratoria nasce per dare la possibilità ai Governi dei Paesi economicamente più deboli di fare fronte alle conseguenze sia sanitarie sia econonomiche della pandemia COVID-19.

Il risparmio complessivo, secondo l’avvenire.it, sarà di 20 miliardi di dollari, cifra alla quale vanno sommati “altri 12 miliardi di pagamenti che potrebbero essere sospesi dalle istituzioni multilaterali, cioè Banca mondiale e Fondo monetario internazionale”.

L’agilità burocratica per l’entrata in essere della moratoria sembra essere garantita dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca Mondiale, come si evince dalla nota congiunta che dice: “Questa è un’iniziativa potente e ad azione rapida che farà molto per salvaguardare la vita e il sostentamento di milioni di persone tra le più vulnerabili. Il gruppo della Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale si attiveranno rapidamente per rispondere alla richiesta del G20 di sostenere quest’azione, lavorando a stretto contatto con questi paesi in modo da sfruttare al meglio questa linea vitale. Abbiamo sostenuto questa iniziativa e ci impegniamo a prendere tutte le misure possibili per sostenere i Poveri”.

La moratoria del debito dei Paesi più poveri era tra le richieste che papa Francesco ha fatto nel suo discorso – appello Urbi et Orbi  il giorno di Pasqua.

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